Il gioco delle porte della Metro M5 di Milano

Dopo circa un mese di permanenza a Milano non ho ancora imparato ad usare la metro M5, quella lilla, senza autista e completamente automatizzata. Metro che permette l’accesso alle vetture per mezzo di porte scorrevoli automatiche che si aprono e chiudono in syncro con il convoglio metropolitano.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA
Metro M5 Lilla Milano

Le porte scorrevoli di accesso hanno un grossissimo problema, secondo me: Non sono distinguibili dalle parti che non sono ‘porte’ ma semplice protezione, muro.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Nello specifico, le porte hanno: forma, colore, struttura e dimensioni identiche ai pannelli, con sole alcune piccolissime differenze:

  • sono incavate rispetto ai pannelli di circa 10cm;
  • hanno una luce nella parte alta (molto alta) che cambia colore in base al fatto che si stiano per aprire o per chiudere;
  • sono raggiungibili da parte di non vedenti ed ipovedenti grazie alla pavimentazione con feedback tattile (INDICATORE TATTILO-PLANTARE VETTORE);

Per il resto porte e pannelli sono identici. Per altro caratterizzati dalla presenza degli stessi adesivi che danno indicazioni sul comportamento da attuare durante la loro apertura/chiusura.

Senza nome

Tutto ciò secondo me le rende totalmente, o quasi irriconoscibili nella maggior parte dei casi. Casi che in Metro solitamente si attuano in maniera frettolosa e confusionale: dove pensare , alzare lo sguardo o abbassarlo eccessivamente non sono esattamente operazioni da attuare mentre ci si trova in una folla imbizzarrita di lavoratori.

Essere Umano che fa “cose di Computer”, laureato in Scienze Informatiche con un tentativo mediocre di Ingegneria Informatica. Interessato al graphic design, interazione uomo-macchina, user experience ed interfacce utente. Appassionato di scienza, ciclismo e fotografia. Toglietemi tutto, ma non il caffè e le mie endorfine. Dimenticavo: #terrone.