L’uso dei colori per “semplificare” la raccolta differenziata

L’uso dei colori è una cosa piuttosto seria. Infatti in vari campi i colori sono adottati  per la comunicazione sia per motivi emozionali, estetici o semplicemente allo scopo di effettuare un’associazione mentale “colore-messaggio”. In generale si adottano forme e colori in maniera coerente nel tempo al fine di agevolare determinate azioni.

Ad esempio un semaforo in italia può essere composto da luci di colore Rosso, Verde, giallo (arancio). Seppur all’estero possano essere utilizzati colori differenti il principio è lo stesso.

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Altro esempio possono essere le metropolitane di tutto il mondo che separano le linee per colori e riprendono tali colori sia negli opuscoli che all’interno della stessa metropolitana per semplificare l’utilizzo del servizio.

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Stessa cosa succede spesso con cavi e connettori di vario genere che possiedono colori ad-hoc per aiutare l’utente nel collegamento degli stessi.

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In fine abbiamo la raccolta differenziata che per mezzo di contenitori colorati aiuta l’utente a realizzare l’operazione di “differenziazione” dei rifiuti. Ma seppur esista una normativa sulla colorazione dei contenitori per la raccolta differenziata spesso ci si trova di fronte a situazioni in cui cambiando semplicemente città ci si ritrova con colorazioni e gestioni completamente differenti. E già questo la trovo un idiozia.

Poi però trovi situazioni incredibili come questa, in qui oltre a essere solo in parte coerente con la normativa sembra che abbiano anche dei dubbi interni alla stessa ditta (Montelco per la precisione) a ricordare quale siano i colori dei contenitori destinati ai relativi rifiuti.

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Analizzando meglio la colorazione dei contenitori e le indicazioni applicate su di essi si evince che:

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Carta e Cartone vanno nel Blu, ma la carta va anche nel Giallo insieme alla plastica. Nel verde dovrebbe andarci Vetro e Metalli, ma a quanto pare va bene anche il Secco non Riciclabile (anche se osservando bene l’etichetta è nera, ma stando in ombra non ho potuto riconoscerla immediatamente e mi sono affidato al colore del contenitore). Infine nel marrone ci va l’umido.

Se da un lato con i colori ci “avviciniamo” alla normativa”, dall’altro da un punto di vista comunicativo siamo in alto mare creando confusione (nel Giallo va la Carta o Plastica, ma non era Blu la carta? ), falsi ricordi (nel Verde va il Secco non Riciclabile), un danno alla raccolta (gettando il Secco non Riciclabile del vetro / metalli) …

Già la raccolta differenziata è un operazione che spesso fatica ad entrare nella testa delle persone, poi se gli complichiamo la vita non abbiamo molte speranze che sia fatta nella maniera corretta.

Ed in tutto ciò sto ignorando l’operato degli operatori addetti alla raccolta, che senza ombra di dubbio nemmeno si soffermano a leggere le indicazioni sui contenitori dato che hanno delle tempistiche ed una tabella di marcia da rispettare dunque si affidano quasi sicuramente esclusivamente alla colorazione dei contenitori.

Risultato. Un disastro. Raccolta differenziata resa difficoltosa per gli utenti ed operatori, con il risultato di rifiuti sporchi e non adatti al riciclaggio. Soldi buttati al vento.

Welcome Italy.

Essere Umano che fa “cose di Computer”, laureato in Scienze Informatiche con un tentativo mediocre di Ingegneria Informatica. Interessato al graphic design, interazione uomo-macchina, user experience ed interfacce utente. Appassionato di scienza, ciclismo e fotografia. Toglietemi tutto, ma non il caffè e le mie endorfine. Dimenticavo: #terrone.