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	<title>libro Archivi - Domenico Monaco</title>
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	<description>Un Blog sulle Persone e le Tecnologie</description>
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	<title>libro Archivi - Domenico Monaco</title>
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		<title>Internet ci rende stupidi? Forse si, ma approfondiamo meglio la questione</title>
		<link>https://blog.domenicomonaco.it/201901151280/internet-ci-rende-stupidi-forse-si-ma-approfondiamo-meglio-la-questione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Domenico Monaco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jan 2019 13:59:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia e Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
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		<category><![CDATA[libro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ho da poco terminato di leggere il libro di Nicholas Carr dal titolo “Internet ci rende stupidi? Come la rete sta cambiando il nostro cervello”. Anche se, rispetto ai miei standard, sono riuscito a terminarlo in poco tempo devo ammettere che è stato impressionante il numero di volte che mi sono distratto volontariamente, o involontariamente,...</p>
<p>L'articolo <a href="https://blog.domenicomonaco.it/201901151280/internet-ci-rende-stupidi-forse-si-ma-approfondiamo-meglio-la-questione/">Internet ci rende stupidi? Forse si, ma approfondiamo meglio la questione</a> sembra essere il primo su <a href="https://blog.domenicomonaco.it">Domenico Monaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ho da poco terminato di leggere il libro di Nicholas Carr dal titolo <a href="http://www.raffaellocortina.it/scheda-libro/carr-nicholas/internet-ci-rende-stupidi-come-la-rete-sta-cambiando-il-nostro-cervello-9788860303776-295.html">“Internet ci rende stupidi? Come la rete sta cambiando il nostro cervello”</a>. Anche se, rispetto ai miei standard, sono riuscito a terminarlo in poco tempo devo ammettere che è stato impressionante il numero di volte che mi sono distratto volontariamente, o involontariamente, durante la lettura.</p>
<p>Mentre leggevo il libro ho controllato centinaia di volte se avessi ricevuto nuove e-mail, se ci fossero aggiornamenti su Twitter, Facebook ed Instagram, oltre che pubblicato decine di storie su Instagram per testimoniare cosa stessi leggendo durante le feste natalizie, ottenendo altrettante reazioni dagli utenti che mi seguono.</p>
<p>Quindi sembra che effettivamente Internet ci distragga, quindi faccia male, ma se ci fermiamo un&#8217;attimo ci accorgiamo che anche questo post è accessibile solo attraverso la rete e senza di essa nessuno lo potrebbe leggere.</p>
<p>Dunque la situazione può apparire paradossale come lo stesso Nicholas Carr dice verso la fine del libro:</p>
<blockquote><p>“So cosa state pensando. L’esistenza stessa di questo libro sembra contraddire la sua tesi di fondo […]”.</p></blockquote>
<p>Io stesso sono spesso scettico verso le teorie “psico-terroristiche” sugli effetti devastanti che può avere la tecnologia sulla mente umana perché anche quando qualche studioso ne solleva i dubbi è solo grazie alla rete stessa che poi cerca di farlo sapere al mondo facendosi pubblicità, quindi mi viene spontaneo dire “<em>ma di cosa stiamo parlando?</em>”.</p>
<p><img data-recalc-dims="1" fetchpriority="high" decoding="async" data-attachment-id="1288" data-permalink="https://blog.domenicomonaco.it/201901151280/internet-ci-rende-stupidi-forse-si-ma-approfondiamo-meglio-la-questione/meme_internet_ci_rende_stupidi-nicholas-carr-2/" data-orig-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2019/01/Meme_Internet_Ci_rende_Stupidi-Nicholas-Carr-1.png?fit=1191%2C318&amp;ssl=1" data-orig-size="1191,318" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Meme_Internet_Ci_rende_Stupidi-Nicholas-Carr" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2019/01/Meme_Internet_Ci_rende_Stupidi-Nicholas-Carr-1.png?fit=300%2C80&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2019/01/Meme_Internet_Ci_rende_Stupidi-Nicholas-Carr-1.png?fit=1024%2C273&amp;ssl=1" tabindex="0" role="button" class="alignnone size-full wp-image-1288" src="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2019/01/Meme_Internet_Ci_rende_Stupidi-Nicholas-Carr-1.png?resize=1191%2C318" alt="" width="1191" height="318" srcset="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2019/01/Meme_Internet_Ci_rende_Stupidi-Nicholas-Carr-1.png?w=1191&amp;ssl=1 1191w, https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2019/01/Meme_Internet_Ci_rende_Stupidi-Nicholas-Carr-1.png?resize=300%2C80&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2019/01/Meme_Internet_Ci_rende_Stupidi-Nicholas-Carr-1.png?resize=768%2C205&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2019/01/Meme_Internet_Ci_rende_Stupidi-Nicholas-Carr-1.png?resize=1024%2C273&amp;ssl=1 1024w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Beh, a mio parere questo libro riesce abbastanza bene a rispondere alla domanda senza cadere -troppo- nell’idea post apocalittica che Internet e le tecnologie in generale ci stano rendendo stupidi. Francamente credo che Internet ci renda stupidi nella misura in cui siamo portati a diventarlo, e questa mia teoria è in qualche modo confermata dal libro di Nicholas Carr, ma vi invito a leggere il libro e a farvi un’idea tutta vostra.</p>
<h2>Internet ci rende stupidi? Come la rete sta cambiando il nostro cervello &#8211; Nicholas Carr</h2>
<p>Contrariamente dal titolo il volume parla relativamente poco di Internet e dei suoi effetti sulla mente delle persone, parla invece in modo molto più esteso sugli effetti delle nuove tecnologie sulla mente. Questo, attraverso una lunga e completa storia degli effetti che le cosiddette tecnologie intellettuali del passato hanno avuto sul cervello degli individui coinvolti, facendo un confronto tra come le persone di ieri hanno modificato il loro modo di pensare con l’avvento della scrittura, dell’orologio tascabile, delle mappe e della stampa, rispetto agli effetti di oggi di Internet e di tutte le tecnologie informatiche.</p>
<p>Questo confronto può in un primo momento farci pensare che se gli effetti tra le tecnologie del passato e del presente sono così simili tra loro e dopotutto ne siamo usciti indenni se non migliorati, perché mai dovremmo preoccuparci di Internet?</p>
<p>In effetti in un certo senso è proprio così, probabilmente ne usciremo indenni anche da questa rivoluzione, dice l’autore, ma è comunque necessario comprendere i fenomeni e le motivazioni scientifiche di fondo che sottostanno alle modificazioni -talvolta profonde- del modo di pensare causato dalle -più recenti- tecnologie.</p>
<h4>Una lettura interessante sugli effetti delle tecnologie</h4>
<p>Personalmente, nel volume, ho trovato numerosissimi spunti di riflessioni che possono essere utili non solo ad utilizzare meglio le moderne tecnologie di cui non possiamo fare più a meno, ma anche, per gli addetti ai lavori, a migliorarne la realizzazione delle tecnologie del futuro considerando le modifiche non solo psicologie, ma anche biologiche, che il cervello dell’utente finale sta subendo e subirà.</p>
<p>Dunque personalmente mi sento di dire che chiunque abbia a che fare con la realizzazione di sistemi tipici delle discipline uomo-macchina è tenuto a comprendere non solo gli aspetti cognitivi dell’utente per ottenere i migliori risultati, ma anche gli effetti che il suo stesso lavoro può avere sulla mente dell’utente.</p>
<p>Quindi trovo che il volume sia interessante sia per chi ha “<em>paura</em>” degli effetti che Internet può avere sulle persone, ma anche per chi “<em>non ne è ha</em>” ma &#8220;<em>dovrebbe in qualche modo averne</em>&#8221; se vuole ottenere i migliori risultati.</p>
<p>Vabbé, ora torno a cliccare compulsivamente su Instagram che è già da oltre due ora che non lo faccio. Buona lettura.</p>
<p>Link al sito dell&#8217;autore: <a href="http://www.nicholascarr.com/">http://www.nicholascarr.com</a><br />
<span style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif;">Link al libro in lingua italiana: </span><a style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif;" href="http://www.raffaellocortina.it/scheda-libro/carr-nicholas/internet-ci-rende-stupidi-come-la-rete-sta-cambiando-il-nostro-cervello-9788860303776-295.html">Nicholas Carr, “Internet ci rende stupidi? Come la rete sta cambiando il nostro cervello”</a></p>
<blockquote><p><strong>Cosa ne pensi? Dimmelo su Twitter <a href="https://twitter.com/_domenicomonaco">@_domenicomonaco</a> oppure su Linkedin <a href="http://linkedin.com/in/domenicomonaco/">linkedin.com/in/domenicomonaco</a></strong>
</p></blockquote>
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		<title>Sette brevi storie di Fisica, recensione</title>
		<link>https://blog.domenicomonaco.it/20160522692/sette-brevi-storie-di-fisica-recensione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Monaco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 May 2016 15:40:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sette brevi storie di fisica è un bestseller di saggistica rivolto a chi di fisica non ne capisce un tubo, o molto poco come il sottoscritto. É il secondo libro che finisco di leggere tutto d&#8217;un fiato, il primo é stato &#8220;La fatica non esiste&#8221; di Nico Valsesia. Come avrete ben capito non sono un...</p>
<p>L'articolo <a href="https://blog.domenicomonaco.it/20160522692/sette-brevi-storie-di-fisica-recensione/">Sette brevi storie di Fisica, recensione</a> sembra essere il primo su <a href="https://blog.domenicomonaco.it">Domenico Monaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.adelphi.it/libro/9788845929250">Sette brevi storie di fisica è un bestseller di saggistica</a> rivolto a chi di fisica non ne capisce un tubo, o molto poco come il sottoscritto. É il secondo libro che finisco di leggere tutto d&#8217;un fiato, il primo é stato &#8220;La fatica non esiste&#8221; di Nico Valsesia. Come avrete ben capito non sono un gran lettore e mi annoio velocemente, tant&#8217;è che alla già dalla 5a pagina capisco se il libro riuscirò a finirlo giornata o ci impiegherò un decennio</p>
<p><a href="http://www.adelphi.it/libro/9788845929250">Sette brevi storie di fisica</a> è un volume estremamente semplice ed é privo di concetti complessi, è un libro che si apprezza bene con i soli concetti di Fisica del liceo, qualche puntata di Super Quark e due-tre numeri di Focus. Davvero non serve altro.</p>
<figure id="attachment_705" aria-describedby="caption-attachment-705" style="width: 1920px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/05/einstein.jpg" rel="lightbox[692]"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" data-attachment-id="705" data-permalink="https://blog.domenicomonaco.it/20160522692/sette-brevi-storie-di-fisica-recensione/einstein/" data-orig-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/05/einstein.jpg?fit=1920%2C1200&amp;ssl=1" data-orig-size="1920,1200" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Einstein &#8211; Sette brevi storie di fisica" data-image-description="" data-image-caption="&lt;p&gt;Einstein &#8211; Sette brevi storie di fisica&lt;/p&gt;
" data-medium-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/05/einstein.jpg?fit=300%2C188&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/05/einstein.jpg?fit=1024%2C640&amp;ssl=1" tabindex="0" role="button" class="wp-image-705 size-full" src="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/05/einstein.jpg?resize=1920%2C1200" alt="Einstein - Sette brevi storie di fisica" width="1920" height="1200" srcset="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/05/einstein.jpg?w=1920&amp;ssl=1 1920w, https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/05/einstein.jpg?resize=300%2C188&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/05/einstein.jpg?resize=768%2C480&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/05/einstein.jpg?resize=1024%2C640&amp;ssl=1 1024w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><figcaption id="caption-attachment-705" class="wp-caption-text">Einstein &#8211; Sette brevi storie di fisica, Carlo Rovelli</figcaption></figure>
<p><a href="http://www.adelphi.it/libro/9788845929250">Sette brevi storie di fisica</a> è un eccellente racconto, a tratti un po&#8217; filosofica, delle più importanti teorie scientifiche del XX secolo nel campo della Fisica. Un riassunto che, per quanto superficiale ed esemplificato, <strong>è in grado di raccontare efficacemente come la Fisica moderna abbia cambiato il modo con cui interagiamo con il mondo circostante, ma senza averlo mai capito davvero fino in fondo.</strong></p>
<p>Il volume inizia raccontando di Einstein ed il suo essere creativo anche nello studio che lo ha portato a fare alcune delle più sconvolgenti scoperte in ambito della Fisica che hanno decisamente cambiato il mondo.</p>
<p>Non era esattamente uno studente modello, tanto da mettere in dubbio tutto e tutti, persino le sue stesse idee. Il confronto continuo, la voglia di imparare e scoprire senza mai dare per scontato. Di seguito un estratto del volume che ho apprezzato davvero tanto:</p>
<blockquote><p>Da Ragazzo, Albert Einstein ha trascorso un anno a bighellonare oziosamente. Se non si perde tempo non si arriva da nessuna parte [&#8230;]</p>
<p>Albert leggeva Kant e seguiva a tempo perso lezioni all&#8217;Università di Pavia: per divertimento, senza essere iscritto, né fare esami. É così che si diventa scienziati sul serio. [&#8230;]</p>
<p>Einstein diventa improvvisamente scienziato rinomato e riceve offerte di lavoro da varie. Ma qualcosa lo turba: la sua teoria della relatività [&#8230;] non quadra con quanto sappiamo sulla gravità [&#8230;]</p>
<p>Dieci anni di studi pazzi, tentativi, errori, confusione, articoli sbagliati, idee folgoranti, idee sbagliate. Finalmente, nel novembre 1915, manda alle stampe un articolo con la soluzione completa [&#8230;]</p>
<p>Einstein mostra che la luce é fatta di pacchetti: particelle di luce. Oggi li chiamiamo &#8220;fotoni&#8221;.</p>
<p>&#8211; <em>cita le parole esatte di Einstein</em> &#8211; «Mi sembra che le osservazioni associate alla fluorescenza, alla produzione di raggi catodici, alla radiazione elettromagnetica che emerge da una scatola, e altri simili fenomeni connessi con l&#8217;emissione e la trasformazione della luce, siano meglio comprensibili se si assume che l&#8217;energia della luce sia distribuita nello spazio in maniera discontinua. Qui considero l&#8217;ipotesi che l&#8217;energia di un raggio di luce non sia distribuita in maniera continua nello spazio, ma consista invece in un numero finito di &#8220;quanti di energia&#8221; che sono localizzati nello spazio, si muovono senza dividersi, e sono prodotti e assorbiti come unità singole.»</p>
<p>[&#8230;] Si noti il meraviglioso «Mi sembra&#8230;» iniziale, che ricorda l&#8217;«Io penso&#8230;» con cui Darwin introduce nei suoi taccuini la grande idea che le specie evolvono, o l&#8217;«esitazione&#8230;» di cui parla Faraday quando nel suo libro introduce la rivoluzionaria idea di campo elettrico. Il genio esita.</p>
<p>Il lavoro di Einstein viene inizialmente trattato dai colleghi come la sciocchezza giovanile di un ragazzo brillante. Poi sarà per questo lavoro che Einstein otterrà il Nobel. [&#8230;]</p>
<p>A scrivere per primo le equazioni della nuova teoria sarà un giovanissimo genio tedesco: Werner Heisenberg, basandosi su idee da capogiro.</p>
<p>Heisenberg immagina che gli elettroni non esistano sempre. Esistano solo quando qualcuno li guarda, o meglio, quando interagiscono con qualcosa d&#8217;altro. [&#8230;] Quando nessuno li disturba, &#8211; l&#8217;elettrone &#8211; non è in alcun luogo preciso. Non è in un luogo. [&#8230;]</p>
<p>Non è possibile prevedere dove un elettrone comparirà di nuovo, ma solo la probabilità che appaia qui o lì. La probabilità fà capolino nel cuore della Fisica [&#8230;]</p>
<p>Vi sembra assurdo? Sembra assurdo anche ad Einstein, proponeva Werner Heisenberg per il Nobel, riconoscendo che aveva capito qualcosa di fondamentale, del mondo, ma dall&#8217;altro non perdeva occasione per brontolare che però così non si capiva niente. [&#8230;]</p>
<p>Niels Bohr, pazientemente, spiegava ad Einstein le nuove idee. Einstein obiettava. Immaginava esperimenti mentali per mostrare che le nuove idee erano contraddittorie: «Immaginiamo una scatola piena di luce, da cui lasciamo uscire per un breve istante un solo fotone&#8230;» così iniziava uno della «scatola di luce». Bohr alla fine riusciva sempre a trovare la risposta, a respingere le obiezioni. Il dialogo è continuato per anni, passando per conferenze, letter, articoli&#8230; [&#8230;]</p>
<p>Ḕ passato un secolo, e siamo allo stesso punto. Le equazioni della meccanica quantistica e le loro conseguenze vengono usate quotidianamente da fisici, ingegneri, chimici e biologi, nei campi più svariati. Sono utilissime per tutta la tecnologia contemporanea. [&#8230;] Eppure rimangono misteriose: non descrivono cosa succede a un sistema fisico, ma solo come un sistema fisico viene percepito da un&#8217;altro sistema fisico. [&#8230;]</p>
<p>La nostra conoscenza cresce, e cresce davvero. Ci permette di fare cose nuove che prima non immaginavamo. nemmeno. Ma nel crescere ci apre nuove domande. [&#8230;]</p>
<p>Quando Einstein muore, Bohr, il suo grandissimo rivale, ha parole di commovente ammirazione. Quando pochi anni dopo muore Bohr, qualcuno prende una fotografia della lavagna nel suo studio: c&#8217;è un disegno. Rappresenta la «scatola piena di luce» dell&#8217;esperimento mentale di Einstein. Fino all&#8217;ultimo, la voglia confrontarsi e capire di più.</p></blockquote>
<figure id="attachment_710" aria-describedby="caption-attachment-710" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/05/IMG_2016-05-22-171822.jpg" rel="lightbox[692]"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" data-attachment-id="710" data-permalink="https://blog.domenicomonaco.it/20160522692/sette-brevi-storie-di-fisica-recensione/img_2016-05-22-171822/" data-orig-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/05/IMG_2016-05-22-171822.jpg?fit=1600%2C898&amp;ssl=1" data-orig-size="1600,898" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Carlo Rovelli Sette brevi lezioni di fisica" data-image-description="" data-image-caption="&lt;p&gt;Carlo Rovelli&lt;br /&gt;
Sette brevi lezioni di fisica&lt;/p&gt;
" data-medium-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/05/IMG_2016-05-22-171822.jpg?fit=300%2C168&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/05/IMG_2016-05-22-171822.jpg?fit=1024%2C575&amp;ssl=1" tabindex="0" role="button" class="wp-image-710 size-thumbnail" src="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/05/IMG_2016-05-22-171822-150x150.jpg?resize=150%2C150" alt="Carlo Rovelli Sette brevi lezioni di fisica" width="150" height="150" srcset="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/05/IMG_2016-05-22-171822.jpg?resize=150%2C150&amp;ssl=1 150w, https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/05/IMG_2016-05-22-171822.jpg?zoom=2&amp;resize=150%2C150&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/05/IMG_2016-05-22-171822.jpg?zoom=3&amp;resize=150%2C150&amp;ssl=1 450w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a><figcaption id="caption-attachment-710" class="wp-caption-text">Carlo Rovelli<br />Sette brevi lezioni di fisica</figcaption></figure>
<p>Che dirvi, se vi piace la Fisica, la Scienza o semplicemente gli aneddoti di menti straordinarie e volete dedicarvi del tempo a leggere un volume semplice e per niente impegnativo, ma allo stesso tempo emozionante e che vi insegni anche qualcosa di nuovo, <a href="http://www.adelphi.it/libro/9788845929250">Sette brevi storie di Fisica di Carlo Rovelli, Adelphi</a> editore fa per voi.</p>
<p>refs: <a href="http://www.adelphi.it/libro/9788845929250">http://www.adelphi.it/libro/9788845929250</a></p>
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</p></blockquote>
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		<title>Codex Seraphinianus meglio di un libro bianco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Monaco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Jan 2016 20:18:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vario]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[Codex Seraphinianus]]></category>
		<category><![CDATA[fantascienza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Codex Seraphinianus è uno dei libri più strani al mondo, preceduto solo dal &#8220;The Voynich Manuscript&#8221; considerato in assoluto il più misterioso di tutti i tempi. Con la differenza che con Codex Seraphinianus è possibile ancora parlare con l&#8217;autore, Luigi Serafini. Non lo conoscevo, o meglio, avevo visto più volte alcuni stralci delle sue immagini,...</p>
<p>L'articolo <a href="https://blog.domenicomonaco.it/20160127431/codex-seraphinianus-meglio-di-un-libro-bianco/">Codex Seraphinianus meglio di un libro bianco</a> sembra essere il primo su <a href="https://blog.domenicomonaco.it">Domenico Monaco</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Codex Seraphinianus</strong> è uno dei libri più strani al mondo, preceduto solo dal &#8220;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Manoscritto_Voynich" target="_blank" rel="noopener noreferrer">The Voynich Manuscript</a>&#8221; considerato in assoluto il più misterioso di tutti i tempi. Con la differenza che con Codex Seraphinianus è possibile ancora parlare con l&#8217;autore, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Serafini_(artista)">Luigi Serafini</a>.</p>
<p>Non lo conoscevo, o meglio, avevo visto più volte alcuni stralci delle sue immagini, ma ho sempre creduto fossero riconducibili ad opere d&#8217;arte tipo quadri. Invece qualche giorno addietro ho scoperto l&#8217;esistenza di un libro pieno zeppo di immagini surreali, metamorfiche ed a tratti grottesche (non sono un critico d&#8217;arte dunque potrei aver descritto le immagini &#8216;<em>accazzodicane</em>&#8216;).</p>
<p><a href="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/01/6.jpg" rel="lightbox[431]"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="435" data-permalink="https://blog.domenicomonaco.it/20160127431/codex-seraphinianus-meglio-di-un-libro-bianco/attachment/6/" data-orig-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/01/6.jpg?fit=887%2C600&amp;ssl=1" data-orig-size="887,600" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="6" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/01/6.jpg?fit=300%2C203&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/01/6.jpg?fit=887%2C600&amp;ssl=1" tabindex="0" role="button" class="aligncenter wp-image-435 size-full" src="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/01/6.jpg?resize=887%2C600" alt="6" width="887" height="600" srcset="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/01/6.jpg?w=887&amp;ssl=1 887w, https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/01/6.jpg?resize=300%2C203&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/01/6.jpg?resize=768%2C520&amp;ssl=1 768w" sizes="(max-width: 887px) 100vw, 887px" /></a></p>
<p>La cosa che più mi ha esaltato è la completa inesistenza di significato dato dall&#8217;autore a partire dalle immagini sino a terminare al testo e quindi all&#8217;alfabeto fantastico e privo di sintassi. <strong>Semplicemente il contenuto del libro è pura immaginazione. Ed è straordinario!</strong></p>
<p>Sfogliandolo si potrebbe dare il significato che si preferisce, osservare le immagini oppure anche studiarle, immaginare quindi una descrizione che viene data dalla didascalia realizzata con caratteri e blocchi immaginari. Che come dice <a href="http://www.artribune.com/2014/10/sul-codex-seraphinianus-di-luigi-serafini-che-ora-diventa-un-film/">Alessandro Paolo Lombardo</a>: &#8220;servono solo a testi-moniare l&#8217;immagine&#8221;. Fantastico</p>
<blockquote><p>[&#8230;] l’artista ha realizzato una sua divertente fantaenciclopedia in cui l’accento è posto sull’aspetto dinamico e trasformativo del contenuto, che è tutto un brulicare d’inchiostro e di curiose metamorfosi grafiche. Il <em>Codex Seraphinianus</em>, edito nel 1981 da Franco Maria Ricci, sfugge alle classificazioni. Benché le immagini abbiano il chiaro guizzo surreale, il rigoroso incasellamento enciclopedico le priva persino della familiarità dell’onirico. Non aiutano le didascalie, in una lingua inventata che non traduce alcuna lingua esistente o esistita, benché assolvano alla loro funzione di testi-moniare l’immagine.[&#8230;] cit. <a href="http://www.artribune.com/2014/10/sul-codex-seraphinianus-di-luigi-serafini-che-ora-diventa-un-film/">Alessandro Paolo Lombardo</a></p></blockquote>
<p>In oltre le sue immagini assomigliano molto alle mie (nel concetto non nella qualità) a quelle che realizzavo io stesso da bambino, spesso disegnavo strane macchine che facevano strane cose e prendevano energia da strane fonti, tutto per puro divertimento ed immaginazione. E vedo lo stesso spirito insensato di immaginazione nel libro di Luigi Serafini (Codex Seraphinianus).</p>
<p><a href="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/01/g61nlzF.jpg" rel="lightbox[431]"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="433" data-permalink="https://blog.domenicomonaco.it/20160127431/codex-seraphinianus-meglio-di-un-libro-bianco/g61nlzf/" data-orig-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/01/g61nlzF.jpg?fit=1200%2C809&amp;ssl=1" data-orig-size="1200,809" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="g61nlzF" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/01/g61nlzF.jpg?fit=300%2C202&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/01/g61nlzF.jpg?fit=1024%2C690&amp;ssl=1" tabindex="0" role="button" class="aligncenter wp-image-433 size-full" src="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/01/g61nlzF.jpg?resize=1200%2C809" alt="g61nlzF" width="1200" height="809" srcset="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/01/g61nlzF.jpg?w=1200&amp;ssl=1 1200w, https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/01/g61nlzF.jpg?resize=300%2C202&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/01/g61nlzF.jpg?resize=768%2C518&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/01/g61nlzF.jpg?resize=1024%2C690&amp;ssl=1 1024w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Purtroppo al momento non ho questo libro e credo che spenderò i miei prossimi 20euro in qualcosa di più adatto ad uno studente fuori sede, ma sarà senz&#8217;altro uno dei miei prossimi acquisti.</p>
<p>Intanto ora mi accontento di sfogliare il suo <a href="http://blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/01/CodexSeraphinianus-ilovepdf-compressed-ilovepdf-compressed.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">PDF</a>. Ma un libro di questo tipo non si può avere pdf, lo si deve avere cartaceo.</p>
<p><a href="http://blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/01/CodexSeraphinianus-ilovepdf-compressed-ilovepdf-compressed.pdf" rel="">Download Codex Seraphinianus Luigi Serafini</a></p>
<blockquote><p><strong>Cosa ne pensi? Dimmelo su Twitter <a href="https://twitter.com/_domenicomonaco">@_domenicomonaco</a> oppure su Linkedin <a href="http://linkedin.com/in/domenicomonaco/">linkedin.com/in/domenicomonaco</a></strong>
</p></blockquote>
<p>L'articolo <a href="https://blog.domenicomonaco.it/20160127431/codex-seraphinianus-meglio-di-un-libro-bianco/">Codex Seraphinianus meglio di un libro bianco</a> sembra essere il primo su <a href="https://blog.domenicomonaco.it">Domenico Monaco</a>.</p>
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