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	<title>Interazione uomo-macchina Archivi - Domenico Monaco</title>
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	<description>Un Blog sulle Persone e le Tecnologie</description>
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	<title>Interazione uomo-macchina Archivi - Domenico Monaco</title>
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		<title>Scopri che virus sei ed aiutaci sconfiggere il COVID [Fake news clickbait]</title>
		<link>https://blog.domenicomonaco.it/202004302260/scopri-che-virus-sei-ed-aiutaci-sconfiggere-il-covid/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Domenico Monaco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2020 18:46:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Interazione uomo-macchina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vuoi sconfiggere anche tu il COVID?  Scopri che virus sei! E&#8217; volutamente un titolo clickbait. Ma volevo catturare la tua attenzione per parlare dell&#8217;App Immuni Non voglio entrare nel merito del Si, App Immuni, No App Immuni&#8230; bla bla. Tanto so già che sarà disponibile a emergenza COVID finita. Voglio parlare invece del suo scopo...</p>
<p>L'articolo <a href="https://blog.domenicomonaco.it/202004302260/scopri-che-virus-sei-ed-aiutaci-sconfiggere-il-covid/">Scopri che virus sei ed aiutaci sconfiggere il COVID [Fake news clickbait]</a> sembra essere il primo su <a href="https://blog.domenicomonaco.it">Domenico Monaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 class="sottotitolo"><span class="evidenziato">Vuoi sconfiggere anche tu il COVID?  Scopri che virus sei!</span></h3>
<p>E&#8217; volutamente un titolo <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Clickbait">clickbait</a>. Ma volevo catturare la tua attenzione per parlare dell&#8217;<a href="https://www.ilsole24ore.com/art/download-dati-notifiche-ecco-come-funzionera-l-app-tracciare-contagio-ADvrNfN">App Immuni</a></p>
<p>Non voglio entrare nel merito del Si, <em>App Immuni, No App Immuni&#8230;</em> bla bla. Tanto so già che sarà disponibile a emergenza COVID finita.</p>
<p><span class="evidenziato">Voglio parlare invece del suo <strong>scopo e dei bisogni dell&#8217;utente</strong> che dovrebbe soddisfare.</span></p>
<p><strong>Io non ho &#8220;il bisogno di essere tracciato&#8221;.</strong><br />
Questo é un bisogno di qualcun altro.</p>
<p>Pensaci, tu <strong class="evidenziato">ti fai tracciare da qualsiasi cosa perché in quel momento percepisci il servizio reso da un App più importante della privacy persa.</strong></p>
<p>Tanto da dimenticarti che stai regalando dati.</p>
<p>Invece, se vieni obbligato ad installare <strong class="evidenziato">un App che ha il solo scopo di tracciare i tuoi spostamenti senza avere in cambio un servizio di valore</strong>&#8230; Chiaramente ci pensi due volte ad installarla.</p>
<p>O mi sbaglio?</p>
<p>Semplicemente tu utente: <strong class="evidenziato">non hai motivo di installare l&#8217;App Immuni perché non risponde a nessun bisogno immediato.</strong></p>
<blockquote><p>Tu persona normale ti fai domande del tipo:<br />
<strong>&#8220;A cosa serve questa app!? Cosa ci posso fare?&#8221;.</strong></p></blockquote>
<p>Se la risposta è:<br />
&#8220;Niente. Serve a spiare gli spostamenti delle persone per impedire di contagiarsi&#8230;&#8221;.</p>
<p>Poi non si sa come. Perché l&#8217;App me lo direbbe dopo. Oppure, non so, se io so di essere positivo magari non attivo l&#8217;App se devo andare in giro illegalmente.</p>
<p>Bhe! Allora ha senso essere scettici.</p>
<p>Non sto qui a sostenere che non vada installata o che non serva a nulla o ancora peggio che sia una violazione gravissima della nostra privacy.</p>
<p><strong class="evidenziato">Sostengo invece che a prescindere dalla privacy, l&#8217;App deve soddisfare almeno un bisogno dell&#8217;utente.</strong></p>
<p>E per farlo servono due cose</p>
<ol>
<li><strong>Un paio di funzionalità</strong> quel tantino <strong>utili</strong> nell&#8217;immediato;</li>
<li><strong>Comunicazione</strong>. Tanta, tanta comunicazione <strong>fatta bene.</strong></li>
</ol>
<p>Invece ci hanno tartassato con &#8220;<strong>Fatti tracciare che poi un giorno forse risolveremo sto casino!</strong>&#8220;.</p>
<p>Moh, che pure a metterci un claim tipo</p>
<h3>Che virus sei? Scoprilo ed aiutaci a sconfiggere il COVID!</h3>
<p>Insieme ad un campagna di informazione e sensibilizzazione sulla questione. Non so tipo linee guida per evitare il contagio. Numeri utili. Ospedali e punti di primo soccorso.</p>
<p>Così. Magari <em><strong>sarebbe potuto essere d&#8217;effetto.</strong></em></p>
<blockquote><p><strong>Cosa ne pensi? Dimmelo su Twitter <a href="https://twitter.com/_domenicomonaco">@_domenicomonaco</a> oppure su Linkedin <a href="http://linkedin.com/in/domenicomonaco/">linkedin.com/in/domenicomonaco</a></strong>
</p></blockquote>
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		<title>Applicazioni web-based: Accessibilità e Inclusione</title>
		<link>https://blog.domenicomonaco.it/202004142214/applicazioni-web-based-accessibilita-e-inclusione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Domenico Monaco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2020 09:52:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interazione uomo-macchina]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologie Web]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un Web Accessibile ed Inclusivo vuol dire prima di tutto attento ai bisogni dell&#8217;utente. Partire da una buona struttura HTML di base che rispetti le specifiche W3C é già un bicchiere mezzo pieno verso l&#8217;accessibilità e l&#8217;inclusione. La completa accessibilità delle applicazioni web-based é pressoché irraggiungibile. L&#8217;accessibilità non è una cosa che può essere o...</p>
<p>L'articolo <a href="https://blog.domenicomonaco.it/202004142214/applicazioni-web-based-accessibilita-e-inclusione/">Applicazioni web-based: Accessibilità e Inclusione</a> sembra essere il primo su <a href="https://blog.domenicomonaco.it">Domenico Monaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>Un Web Accessibile ed Inclusivo vuol dire prima di tutto attento ai bisogni dell&#8217;utente. Partire da una buona struttura HTML di base che rispetti le specifiche W3C é già un bicchiere mezzo pieno verso l&#8217;accessibilità e l&#8217;inclusione.</div>
<div></div>
<p><iframe style="border: 1px solid #CCC; border-width: 1px; margin-bottom: 5px; max-width: 100%;" src="//www.slideshare.net/slideshow/embed_code/key/1rbxV9eVNXfyqg" width="595" height="485" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen"> </iframe></p>
<div>La completa accessibilità delle applicazioni web-based é pressoché irraggiungibile. L&#8217;accessibilità non è una cosa che può essere o non essere raggiunta.</div>
<div></div>
<div>Si può parlare al massimo di &#8220;grado di accessibilità&#8221; ed anche in questo caso dipende molto da come rispondiamo alla domanda &#8220;a chi ci rivolgiamo?&#8221;.</div>
<div></div>
<div>A questa si può risponde con una serie di tecniche volte ad abbassare le barriere di accesso, ma è impossibile azzerarle. Al massimo possiamo minimizzarle con una buona pianificazione.</div>
<p><iframe src="//www.slideshare.net/slideshow/embed_code/key/1NCPJuyPPWoO0t" width="595" height="485" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" style="border:1px solid #CCC; border-width:1px; margin-bottom:5px; max-width: 100%;" allowfullscreen> </iframe></p>
<blockquote><p><strong>Cosa ne pensi? Dimmelo su Twitter <a href="https://twitter.com/_domenicomonaco">@_domenicomonaco</a> oppure su Linkedin <a href="http://linkedin.com/in/domenicomonaco/">linkedin.com/in/domenicomonaco</a></strong>
</p></blockquote>
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		<title>Leclerc e la Ferrari a Monaco: un esempio di AI-based Decision Making</title>
		<link>https://blog.domenicomonaco.it/201905261661/leclerc-e-la-ferrari-a-monaco-un-esempio-di-ai-based-decision-making/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Domenico Monaco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 May 2019 11:24:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Data Analitycs]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Interazione uomo-macchina]]></category>
		<category><![CDATA[Automotive]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il GP di Monaco 2019 di Formula 1 vede Charles Leclerc partire dalla 15° posizione per un errore di strategia della scuderia Ferrari Il giovane pilota francese è incappato in un errore di strategia che a mio parere è un&#8217;ottimo esempio di Ai-based Decision Making, gli elementi ci sono tutti: c&#8217;è un manager, un obiettivo,...</p>
<p>L'articolo <a href="https://blog.domenicomonaco.it/201905261661/leclerc-e-la-ferrari-a-monaco-un-esempio-di-ai-based-decision-making/">Leclerc e la Ferrari a Monaco: un esempio di AI-based Decision Making</a> sembra essere il primo su <a href="https://blog.domenicomonaco.it">Domenico Monaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 class="subtitle-post">Il GP di Monaco 2019 di Formula 1 vede Charles Leclerc partire dalla 15° posizione per un errore di strategia della scuderia Ferrari</h3>
<p>Il giovane pilota francese è incappato in un errore di strategia che a mio parere è un&#8217;ottimo esempio di <a href="https://books.google.it/books?hl=it&amp;lr=&amp;id=Yqq4gmjgkP8C&amp;oi=fnd&amp;pg=PP6&amp;dq=intelligent+decision+making:+an+ai-based+approach&amp;ots=YfAt8AlbPy&amp;sig=nP4FTZnkMoYY8JY-5W0RZFqE-LU#v=onepage&amp;q=intelligent%20decision%20making%3A%20an%20ai-based%20approach&amp;f=false">Ai-based Decision Making</a>, gli elementi ci sono tutti: c&#8217;è un manager, un obiettivo, delle decisioni da prendere in tempi brevissimi, una strategia, dei dati e un software per il supporto alle decisioni che tra le altre cose fa uso di intelligenza artificiale (AI).</p>
<p>La domanda è: <strong>quando e quanto fidarsi di un sistema basato su Intelligenza artificiale ed il ruolo del manager.</strong></p>
<p>Non sto qui a dilungarmi su come funziona la Formula 1, basti capire che durante le qualifiche lo scopo è percorrere la pista nel minor tempo possibile, tale tempo determinerà poi la posizione di partenza della gara. Il tutto con delle regole: un numero limitato di gomme e un numero prefissato sessioni dalle quali si può essere eliminati.</p>
<p>Il gioco di strategia si condensa nella capacità di fare un tempo sufficientemente basso da “passare alla successiva sessione” usando il minimo numero di gomme morbide e senza “mostrare il vero potenziale dell’auto” in quel circuito allo scopo di sfoderare l’asso nella manica alla fine.</p>
<p>É qui che le decisioni del manager della scuderia si fanno cruciali.</p>
<h3>Ai-based Decision Making nelle organizzazioni</h3>
<p>Oggi, nelle aziende come nella Formula 1, le decisioni si fanno sempre più complesse e si basano su un numero di dati sempre maggiore, per tali motivi si utilizzano sistemi basati anche su tecniche di intelligenza artificiale: questo processo decisionale prende il nome di AI-based Decision Making, un ambito di ricerca che studia la relazione tra i sistema a supporto delle decisioni, l’intelligenza artificiale e la capacità delle persone di prendere decisioni corrette.</p>
<p>Questo implica tutta una serie di problematiche come un’enorme quantità di dati, la solidità del sistema predittivo, la capacità dell’operatore umano di mettere in dubbio la decisione dell’AI, fattori di fiducia/sfiducia, robustezza e trasparenza dell’AI, ed infine informazioni sufficienti a supportare il processo decisionale.</p>
<p>Così, il ruolo del manager è diventato più complicato, perché ha un suggeritore AI-based che gode di un&#8217; hype (inflacted expectations) esagerato, ma che è fallibile tanto quanto un operatore umano.</p>
<p>Per capire questo complesso processo decisionale basato su software dotati di algoritmi di intelligenza artificiale vorrei analizzare cos’è successo nella scuderia Ferrari.</p>
<h3>Come funzionano le qualifiche in F1?</h3>
<p>Le qualifiche si dividono in 3 sessioni (Q1, Q2 e Q3) dove [bwin]:</p>
<ul>
<li>Q1 – Tutti i piloti hanno 18 minuti per uscire in pista e segnare il loro miglior tempo, alla fine della sessione le 6 monoposto più lente sono eliminate e le rimanenti passano alla fase successiva;</li>
<li>Q2 – dura 15 minuti e i piloti scendono nuovamente in pista per fare un nuovo giro veloce. La Q2 è fondamentale perché le monoposto che vi partecipano partiranno in gara con gli stessi pneumatici con cui hanno fatto il loro miglior tempo nella Q2. Alla fine del Q2 altre 6 macchine saranno eliminate mentre le più veloci vanno alla fase finale.</li>
<li>Q3 – i piloti restanti si sfidano in una sessione di 12 minuti in cui solitamente ogni pilota effettua due giri veloci. La monoposto più veloce si aggiudica la Pole Position.</li>
</ul>
<h3>Cosa è successo a Charles Leclerc a Monaco?</h3>
<p>Charles Leclerc non si era fermato alla pesa, dunque il team lo ha avvisato e lo ha accompagnato al box della Federazione per effettuare la procedura, alla fine della quale è rientrato nel suo garage. Qui l&#8217;errore di valutazione della squadra che lo ha penalizzato. [Sky Sport]</p>
<figure id="attachment_1668" aria-describedby="caption-attachment-1668" style="width: 1500px" class="wp-caption alignnone"><img data-recalc-dims="1" fetchpriority="high" decoding="async" data-attachment-id="1668" data-permalink="https://blog.domenicomonaco.it/201905261661/leclerc-e-la-ferrari-a-monaco-un-esempio-di-ai-based-decision-making/f1-2019-monaco-sab-10/" data-orig-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2019/05/f1-2019-monaco-sab-10.jpg?fit=1500%2C1000&amp;ssl=1" data-orig-size="1500,1000" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="f1-2019-monaco-sab-10" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2019/05/f1-2019-monaco-sab-10.jpg?fit=300%2C200&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2019/05/f1-2019-monaco-sab-10.jpg?fit=1024%2C683&amp;ssl=1" tabindex="0" role="button" class="wp-image-1668 size-full" src="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2019/05/f1-2019-monaco-sab-10.jpg?resize=1500%2C1000" alt="Charles Leclerc" width="1500" height="1000" srcset="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2019/05/f1-2019-monaco-sab-10.jpg?w=1500&amp;ssl=1 1500w, https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2019/05/f1-2019-monaco-sab-10.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2019/05/f1-2019-monaco-sab-10.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2019/05/f1-2019-monaco-sab-10.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption id="caption-attachment-1668" class="wp-caption-text">Charles Leclerc</figcaption></figure>
<p>Leclerc non è stato fatto tornare in pista nel momento in cui i tempi di tutti i piloti che andavano abbassandosi, questo a differenza di Vettel che rientrato in pista per migliorarsi ed evitare l’eliminazione dalla Q1. Il tempo per rientrare c’era. La Q1 termina, ma il ferrarista ha un tempo non sufficiente per passare in Q2, dunque viene eliminato.</p>
<p>Leclerc: &#8220;Io ho chiesto per sapere se fossimo sicuri di farcela. Non ho ricevuto risposta. Poi, a un minuto dalla fine, hanno scoperto che era troppo tardi. Sono più deluso che arrabbiato”.</p>
<p>Come spiega [Motorsport]: durante le sessioni di qualifica un sistema informatico calcola automaticamente il tempo sul giro sufficiente per poter stare tranquilli, se si è sotto quel tempo si evita di rientrare in pista e consumate gomme utili magari nella sessione successiva o in gara.</p>
<p>Ma i sistemi informatici sono fallibili, quindi è qui che le valutazioni in tempo reale degli ingegneri entrano in gioco e “valutano il da farsi”,  serve della vera intelligenza umana, non artificiale.</p>
<p>Il problema è che oggi le attività della Formula 1 sono sempre più specializzate e frammentate al fine di raggiungere un’efficienza impensabile anche solo dieci anni fa.</p>
<p>Paradossalmente è stato il giovane Charles Leclerc a mettere in dubbio il suggerimento dei software, attribuendo ad ognuno dei piloti in pista il corretto peso specifico, ma la squadra lo ha fatto desistere, fidandosi di ciò che solitamente non sbaglia mai (il software).</p>
<p>Leclerc, perplesso:, &#8220;Dovrei uscire, penso che siamo un po&#8217; troppo a rischio”, ha detto via-radio Charles ai suoi ingegneri, “No, abbiamo i dati e crediamo che tu sia al sicuro”, è stata la risposta.</p>
<h3>AI-based Decision Making</h3>
<p>Questo esempio che ho descritto da ricostruzioni di [Motorsport] e [Sky Sport] a mio parere è un ottimo esempio di Ai-based Decision Making, in qui la complessità nel prendere decisioni giusta è comunque in gran parte derivata dalla capacità di valutare la situazione d’insieme, ma quest’ultima arricchita dal fattore Artificial Intelligence (AI).</p>
<p><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="1669" data-permalink="https://blog.domenicomonaco.it/201905261661/leclerc-e-la-ferrari-a-monaco-un-esempio-di-ai-based-decision-making/a1049-5-1140x641/" data-orig-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2019/05/a1049.5-1140x641.jpeg?fit=1140%2C641&amp;ssl=1" data-orig-size="1140,641" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="a1049.5-1140&#215;641" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2019/05/a1049.5-1140x641.jpeg?fit=300%2C169&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2019/05/a1049.5-1140x641.jpeg?fit=1024%2C576&amp;ssl=1" tabindex="0" role="button" class="alignnone size-full wp-image-1669" src="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2019/05/a1049.5-1140x641.jpeg?resize=1140%2C641" alt="" width="1140" height="641" srcset="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2019/05/a1049.5-1140x641.jpeg?resize=1140%2C641&amp;ssl=1 1140w, https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2019/05/a1049.5-1140x641.jpeg?resize=300%2C169&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2019/05/a1049.5-1140x641.jpeg?resize=768%2C432&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2019/05/a1049.5-1140x641.jpeg?resize=1024%2C576&amp;ssl=1 1024w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Ma cosa succede? Succede che oltre alla situazione in pista bisogna valutare il suggerimento del software, che sappiamo, si basa su un enorme quantità di dati, enormi capacità di calcoli ed algoritmi che “Dio solo sa cosa fanno&#8221; e quindi potenzialmente potrebbe aver “visto” qualcosa che noi banali esseri umani non siamo stati in grado di vedere.</p>
<p>É proprio questa “fiducia” nelle capacità del software che può portare in errore chi deve prendere una decisione, spinto quest’ultimo magari ad ignorare il proprio istinto in favore di un software che “fino ad oggi” non ha mai sbagliato.</p>
<p>In realtà tutto questo è riduttivo rispetto al problema delle decisioni basate su software di intelligenza artificiale, ma a mio parere è un ottimo esempio che mostra come un operatore umano deve essere messo in condizione di confutare le decisioni del software basato su AI, ma questo per essere fatto necessita di tutta una serie di soluzioni che vanno dall’uso di UX/UI adatte, dati ed informazioni a sufficienza a supporto della decisione dell’operatore.</p>
<h4>Fonti:</h4>
<ul>
<li>[Motorsport] <a href="https://it.motorsport.com/f1/news/fattaccio-ferrari-quando-lintelligenza-artificiale-conta-piu-della-logica/4396075/">https://it.motorsport.com/f1/news/fattaccio-ferrari-quando-lintelligenza-artificiale-conta-piu-della-logica/4396075/</a></li>
<li>[Sky Sport] <a href="https://it.eurosport.com/formula-1/leclerc-mastica-amaro-ho-chiesto-piu-volte-se-il-tempo-fosse-sufficiente-sono-deluso_sto7290958/story.shtml">https://it.eurosport.com/formula-1/leclerc-mastica-amaro-ho-chiesto-piu-volte-se-il-tempo-fosse-sufficiente-sono-deluso_sto7290958/story.shtml</a></li>
<li>[bwin] <a href="https://sports.bwin.it/it/news/altri-sport/formula-1-il-regolamento-di-prove-e-qualifiche">https://sports.bwin.it/it/news/altri-sport/formula-1-il-regolamento-di-prove-e-qualifiche</a></li>
</ul>
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		<title>AI-enabled User-Interface: linee guida per la progettazione di interfacce</title>
		<link>https://blog.domenicomonaco.it/201904170990/ai-enabled-user-interface-linee-guida-per-la-progettazione-di-interfacce/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Domenico Monaco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Apr 2019 17:28:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Interazione uomo-macchina]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia e Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[User-Experience & User-Interface]]></category>
		<category><![CDATA[AI]]></category>
		<category><![CDATA[Artificial Intelligence]]></category>
		<category><![CDATA[explainable ai]]></category>
		<category><![CDATA[Explainable artificial intelligence]]></category>
		<category><![CDATA[ui]]></category>
		<category><![CDATA[user-interface]]></category>
		<category><![CDATA[ux]]></category>
		<category><![CDATA[UX/UI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra le rivoluzioni più importanti nel campo dell’informatica possiamo annoverare senza dubbio la successione di interfacce uomo-macchina sempre più coinvolgenti che hanno cambiato i paradigmi di utilizzo degli strumenti informatici. A partire dalle interfacce a caratteri dei primi terminali che hanno sostituito i criptici vecchi terminali a luci intermittenti, poi sostituti dalle interfacce dei sistemi...</p>
<p>L'articolo <a href="https://blog.domenicomonaco.it/201904170990/ai-enabled-user-interface-linee-guida-per-la-progettazione-di-interfacce/">AI-enabled User-Interface: linee guida per la progettazione di interfacce</a> sembra essere il primo su <a href="https://blog.domenicomonaco.it">Domenico Monaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tra le rivoluzioni più importanti nel campo dell’informatica possiamo annoverare senza dubbio la successione di interfacce uomo-macchina sempre più coinvolgenti che hanno cambiato i paradigmi di utilizzo degli strumenti informatici. A partire dalle interfacce a caratteri dei primi terminali che hanno sostituito i criptici vecchi terminali a luci intermittenti, poi sostituti dalle interfacce dei sistemi oprativi ad icone (Apple, Xerox, Microsoft ecc.) e per concludere oggi le ormai consolidate tecnologie touch degli smartphone, e cosi via si potrebbe andare avanti per altre centro parole.</p>
<p>Ma oggi abbiamo una nuova criticità da risolvere: l’utilizzo su larga scala delle tecniche di AI. Se si vuole che abbia lo stesso livello di popolarità è necessario affiancarla da interfacce appositamente realizzate, ma non basta che siano “coinvolgenti”.</p>
<p>Per questo motivo ho iniziato una ricerca personale mirata ad esplorare qual’è lo stato dell’arte attuale delle user-interface a supporto delle tecniche di AI.Uno dei primi articoli che ho trovato è quello di Naïma van Esch intitolato “<a href="https://blog.prototypr.io/how-to-design-for-ai-enabled-ui-77e144e99126">How to design for AI-enabled UI</a>” [1] che ho deciso di tradurre in italiano ed arricchire di commenti personali.</p>
<p>Premetto che alcune parti possono apparire superficiali ed ingenue, ma è un primo articolo che ho deciso di tradurre e studiare che sarà arricchito in futuro.</p>
<h4>Introduzione</h4>
<p>L’intelligenza artificiale è ancora considerata come una tecnologia nascente (da un certo punto di vista), anche se esiste all’incirca dal 1950. Più precisamente è considerata nuova in quanto solo oggi grazie alla crescente potenza di calcolo e la disponibilità di grandi basi dati si possono apprezzare i primi risultati tangibili. Oggi l&#8217;intelligenza artificiale sta rapidamente sostituendo e supportando attività umane ripetitive e complesse attraverso processi mirati a risolvere precisi compiti.</p>
<p>Il termine intelligenza artificiale (AI) si riferisce a quell’insieme di tecniche ed algoritmi che imitano le funzioni cognitive tipicamente umane come l&#8217;apprendimento e la risoluzione di problemi.</p>
<p>Ma, come ho discusso in un’altro articolo (<a href="http://blog.domenicomonaco.it/201903271403/che-cosa-e-explainable-ai-e-perche-e-importante/">Che cos&#8217;è l’eXplainable AI e perché è importante &#8211; [8]</a>), tali tecniche sono per lo più scatole nere che possono produrre effetti si sfiducia ed ansia negli utilizzatori finali. In oltre l&#8217;intelligenza artificiale è comunque un software realizzato da umani, dunque soggetto ad errori e pregiudizi tanto quanto il suoi creatori. Infine, l&#8217;intelligenza artificiale non &#8220;capisce” e non &#8220;impara&#8221; esattamente come accade per gli esseri umani, ma più banalmente segue istruzioni (complesse) per la quale è stata programmata, oppure non è in grado di comprendere sfumature o contesto.</p>
<p>In oltre alcune delle tecniche di AI sono ancora troppo facili da “ingannare” come il caso fatto emergere dal team di Google che ha dimostrato che basta un adesivo di un tostapane psichedelico per ingannare un sistema di riconoscimento delle immagine. [2][3]</p>
<p>Oppure come il recente caso della Autopilot di Tesla ingannata attraverso l’applicazione di adesivi applicati sulla strada che hanno indotto in errore il software dell’auto forzandola a cambiare erroneamente corsia.</p>
<p>E se ricordate anche durante il celebre evento del Super Bowl uno spot di Alexa che mostrava diverse disavventure degli utenti dell’assistente vocale, ma questo spot mandò in tilt milioni dispositivi in tutto il mondo semplicemente attivandolo da remoto attraverso l’audio dei dispositivi TV. [4]</p>
<p>E questi sono solo alcuni dei casi più iconici e divertenti, ma come questi potrebbero esisterne tantissimi altri e dalle implicazioni più rilevanti.</p>
<p>Secondo l’autrice dell’articolo [1], gli esempi di “fallimenti” delle AI sono dovuti al fatto che molti degli algoritmi di AI sono alimentati da big data che rappresentano situazioni ideali senza considerare quei “piccoli dati” relativi a situazioni impreviste o scenari critici. Ecco perché è importante per i progettisti non solo prevedere gli scenari ideali (dove tutto va come il previsto), ma soprattutto far emergere e preparare adeguatamente l’algoritmo di AI a quelli imprevisti.</p>
<h4>Quante tipologie di AI esistono?</h4>
<p>Secondo Chris Noessel, l&#8217;intelligenza artificiale può essere suddivisa in tre categorie [5] [6]:</p>
<ul>
<li>Artificial Narrow Intelligence (ANI): detta anche Intelligenza artificiale ristretta, intelligenza che può apprendere e dedurre, ma non può generalizzare &#8211; solitamente focalizzata su un compito. Questa è fondamentalmente l&#8217;intelligenza artificiale che esiste oggi;</li>
<li>Artificial General Intelligence (AGI): Intelligenza generale, un&#8217;intelligenza di una macchina simile a quella di un cervello umano;</li>
<li>Artificial Super Intelligence (ASI): la super intelligenza, un&#8217;intelligenza che supererebbe di gran lunga quella degli umani;</li>
</ul>
<p>Nell’articolo che ho cercato di tradurre e riassumere quando parla di Intelligenza Artificiale si riferisce all’Artificial Narrow Intelligence (ANI), ovvero la cosiddetta Intelligenza Artificiale ristretta.</p>
<h4>Cosa sono le AI-enabled User-Interface?</h4>
<p>Perché l&#8217;intelligenza artificiale sia utilizzata dagli esseri umani, è necessaria un&#8217;interfaccia utente, questo come qualsiasi cosa realizzata attraverso le tecnologie informatiche e non. L&#8217;interfaccia utente in questo caso è il mezzo attraverso il quale si realizzano le interazioni tra uomo e macchina e quindi in questo caso tra uomo ed AI.</p>
<figure id="attachment_1501" aria-describedby="caption-attachment-1501" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="1501" data-permalink="https://blog.domenicomonaco.it/201904170990/ai-enabled-user-interface-linee-guida-per-la-progettazione-di-interfacce/chatbot-ai-human-interaction-1024x582/" data-orig-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2019/04/chatbot-AI-human-interaction-1024x582.jpg?fit=1024%2C582&amp;ssl=1" data-orig-size="1024,582" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Ai-enabled User-Interface" data-image-description="&lt;p&gt;Ai-enabled User-Interface&lt;/p&gt;
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<p>Quindi una delle domande che si pone l’autrice dell’articolo è: Quali sono le AI-enabled User Interface?</p>
<p>L’autrice usa un’interessante definizione che in lingua Italiana dovrebbe essere più o meno: &#8220;È un’interfaccia con funzioni cognitive simulate atte a facilitare l’interazione uomo e macchina.&#8221;</p>
<p>In realtà non dobbiamo andar così lontano per trovare un’esempio di queste interfacce con “funzioni cognitive simulate”, ne sono certamente un esempio Amazon Alexa, il termostato Nest, Jarvis, IBM Watson, iRobot Roomba, Netflix e Spotify e moltissime altre. Queste sono solo forse gli esempi più lampanti dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale si vedano le funzioni di auto-completamento di Google o gli effetti fotografici di Instagram che invece sono sicuramente basati su tecniche di AI, ma non lo sembrano o per lo meno non lo percepiamo.</p>
<p>L&#8217;intelligenza artificiale è implementata ovunque, ad esempio un motore di ricerca, dietro la libreria fotografica o in un aspirapolvere, ma l’interfaccia con essa potrebbe essere più o meno evidente in base alle necessità di interazione.</p>
<p>In particolare nell&#8217;interfaccia utente AI-Enabled, l&#8217;intelligenza artificiale ha la capacità di comprendere i comandi dell&#8217;utente e presentare all&#8217;utente le risposte più affini (si spera) agli obiettivi utente sulla base di tutti i dati disponibili che possiede. Dunque in questo senso l&#8217;interazione con l&#8217;AI dovrà essere facile, semplice, efficiente ed efficace in modo che gli utenti possano raggiungere facilmente i loro obiettivi.</p>
<p>Dunque oggi una delle sfide che i progettisti devono affrontare è come progettare un&#8217;interfaccia di tipo AI-Enabled con la quale gli utenti possano interagire naturalmente ed in modo fiducioso. A tal proposito l’autrice propone alcuni principi per la progettazioni di interfacce AI-enabled User-Interface.</p>
<h4>Principi di progettazione per AI-enabled User Interface</h4>
<p>L’autrice espone alcuni principi di progettazione di AI-enabled User Interface emersi attraverso il suo lavoro di progettazione delle UX a supporto di tecnologie AI, raggruppandoli in quattro principi di base che possono essere applicati durante la progettazione di interfacce di tipo Ai-Enaled.</p>
<figure id="attachment_1504" aria-describedby="caption-attachment-1504" style="width: 1800px" class="wp-caption alignnone"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="1504" data-permalink="https://blog.domenicomonaco.it/201904170990/ai-enabled-user-interface-linee-guida-per-la-progettazione-di-interfacce/cover/" data-orig-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2019/04/cover.jpg?fit=1800%2C993&amp;ssl=1" data-orig-size="1800,993" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Ai-Enabled User-Interface" data-image-description="&lt;p&gt;Ai-Enabled User-Interface&lt;/p&gt;
" data-image-caption="&lt;p&gt;Ai-Enabled User-Interface&lt;/p&gt;
" data-medium-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2019/04/cover.jpg?fit=300%2C166&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2019/04/cover.jpg?fit=1024%2C565&amp;ssl=1" tabindex="0" role="button" class="size-full wp-image-1504" src="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2019/04/cover.jpg?resize=1800%2C993" alt="Ai-Enabled User-Interface" width="1800" height="993" srcset="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2019/04/cover.jpg?w=1800&amp;ssl=1 1800w, https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2019/04/cover.jpg?resize=300%2C166&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2019/04/cover.jpg?resize=768%2C424&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2019/04/cover.jpg?resize=1024%2C565&amp;ssl=1 1024w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption id="caption-attachment-1504" class="wp-caption-text">AI-Enabled User-Interface</figcaption></figure>
<p>Le categorie sono quattro:</p>
<ul>
<li>gestione delle scoperte e delle aspettative;</li>
<li>design per il perdono;</li>
<li>trasparenza dei dati e sartoria;</li>
<li>privacy, sicurezza e controllo;</li>
</ul>
<p>&#8230; ma andiamo con ordine.</p>
<h4>1. Gestione delle scoperte e delle aspettative dell&#8217;utente</h4>
<p>Per iniziare è necessario definire bene le aspettative degli utenti per evitare che essi si costruiscano false aspettative rispetto all’interfaccia AI-enaled</p>
<ol>
<li>Gli utenti devono essere consapevoli di ciò che lo strumento può e non può fare &#8211; Questo perché le persone non hanno ancora familiarità con l&#8217;intelligenza artificiale e quindi il design dell’interfaccia deve possedere più dettagli “guida” possibili. É necessario gestire le aspettative utenti e lasciare che l’utente capisca quali siano le possibilità che lo strumento offre, come impara e cosa deve fare l&#8217;utente per raggiungere i propri obiettivi. Ad esempio, l&#8217;unica aspettativa che rispetto ad un dispenser di cibo animali domestici è quello di nutrire il mio gatto più volte al giorno senza la mia presenza fisica. Tuttavia, l&#8217;alimentatore intelligente di Petnet offre più funzionalità, in particolare l&#8217;intelligenza artificiale utilizza il peso del gatto, età, razza e livello di attività per somministrare la corretta porzione di cibo giornaliera, tali funzionalità devono essere resi chiari affinché l&#8217;utente sappia quali sono le sue potenzialità; [7]</li>
<li>Gli utenti dovrebbero aspettarsi il la massima qualità nelle risposte a seguito di un&#8217;input minimo &#8211; In questo senso è necessario progettare il sistema in modo che l&#8217;utente possa aspettarsi un prodotto di valore ottenuto da un’<em>input naturale</em>. <strong>L&#8217;input naturale può essere definito come un&#8217;input che l’utente considera come naturale rispetto al suo modo di comunicare e a i suoi obiettivi, in altre parole è definibile come input a “costo -cognitivo- zero”.</strong> L’interfaccia dovrebbe essere facile da usare, efficiente e deve permettere di raggiungere gli obiettivi dell&#8217;utente in modo semplice ed efficiente. Nell&#8217;esempio del dispenser di cibo per gatti questo si potrebbe tradurre in un’unica configurazione iniziale, oppure in una serie di notifiche che avvisano l’utente che la scorta di cibo si sta esaurendo. In altri termini l’utente deve solo configurare l’oggetto e ripristinare la scorta di cibo;</li>
<li>L&#8217;interfaccia dovrebbe assecondare un suo utilizzo per scopi inaspettati &#8211; L&#8217;uso dell&#8217;AI nella vita quotidiana delle persone è ancora in una fase iniziale dunque gli utenti potrebbero scoprire la possibilità di utilizzare la tecnologia in modi per cui non è stata progettata. Ecco perché progettare per la scoperta è fondamentale in ottica di scoprire le -inaspettate- possibilità dell&#8217;uso dello strumento AI. Con un esempio naive, immaginiamo di aver perso un orecchino di piccole dimensioni in un grande tappeto, potrei semplicemente avviare il mio Roomba e lasciarlo vagare per la stanza, con la certezza che lui sonderà l&#8217;intero pavimento e alcuni minuti dopo ritrovare l&#8217;orecchino nel contenitore estraibile della polvere;</li>
<li>Informare l&#8217;utente sugli imprevisti &#8211; l&#8217;AI commetterà degli errori, quasi sicuramente, perché i progettisti umani che l’hanno realizzata sono inclini all&#8217;errore e non sono onniscienti, quindi è quasi certo che gli utenti incontreranno scenari che i progettisti non hanno previsto e incluso negli algoritmi. Dunque è necessario fare in modo che l’utente sappia che potrebbero esserci degli errori e quando ci sono di renderli evidenti. Questo punto è talmente critico rispetto alla progettazione di interfacce utente a supporto delle AI che l&#8217;autrice ha dedicato un&#8217;intero principio di seguito.</li>
</ol>
<h4>2. Design per il perdono dell’AI</h4>
<p>L&#8217;intelligenza artificiale commetterà errori. Dunque è necessario progettare l&#8217;interfaccia utente in modo che gli utenti siano inclini a perdonarlo e/o mitigare l’effetto.</p>
<ol>
<li>Progetta lo strumento in modo che gli utenti perdonino l’AI quando commette errori &#8211; Uno dei modi per progettare per il perdono è utilizzare un&#8217;interfaccia utente che simula creature o oggetti che gli esseri umani sono già naturalmente inclini a perdonare, ad esempio l&#8217;umorismo utilizzato da Siri o Alexa;</li>
<li>Progettazione un’interfaccia che permetta di utilizzare l&#8217;intelligenza artificiale senza connettività Internet &#8211; È importante evitare di progettare l&#8217;interfaccia utente che si basa esclusivamente sulla connettività Internet, gli utenti dovrebbero ottenere valore dall&#8217;AI indipendentemente dal fatto che sia connesso a Internet, oppure un problema inaspettato nella connettività non dovrebbe degradare eccessivamente le capacità dell’AI;</li>
</ol>
<h4>3. Trasparenza dei dati e personalizzazione</h4>
<p>É necessario realizzare un’interfaccia che sia trasparente nella raccolta dei dati e offrire agli utenti la possibilità di personalizzare tale raccolta</p>
<ol>
<li>L’interfaccia dovrebbe comunicare trasparenza nell’utilizzo dei dati utente, offrire loro la possibilità di monitorare i dati raccolti e personalizzare le modalità di raccolta degli stessi. Non è necessario mostrare i funzionamenti interni degli algoritmi all&#8217;utente, ma è importante menzionare quali dati vengono utilizzati affinché quest’ultimo ne sia consapevole;</li>
<li>É necessario progettare gli input utente tali da abilitare l’algoritmo di AI di apprendere, in oltre gli algoritmi di AI &#8211; spesso &#8211; non sono in grado di applicare il contesto o la semantica a tali dati, dunque è necessario fornire agli utenti la possibilità di personalizzare i dati in modo da fornire all’algoritmo di AI contesto ed il significato di tali dati. Le macchine, oggigiorno hanno ancora bisogno degli esseri umani per costruire un contesto intorno ai dati e questo è possibile realizzarlo tramite feedback appositamente progettati rispetto agli obiettivi utente e l’algoritmo che si sta realizzando. Ne è un esempio “Google Translate” che offre la possibilità di scegliere considerata la migliore o addirittura di suggerire delle varianti;</li>
<li>Gli utenti dovrebbero essere in grado di regolare ciò che l&#8217;intelligenza artificiale ha imparato &#8211; l&#8217;AI si configura in base all&#8217;apprendimento automatico e al monitoraggio del comportamento dell&#8217;utente. Tuttavia, l&#8217;intelligenza artificiale commetterà errori e produrrà previsioni che gli utenti non desiderano. Pertanto, oltre a progettare per la scoperta e il perdono, offrire all&#8217;utente di personalizzare le previsioni a loro piacimento, ad es. regolando ciò che l&#8217;AI ha imparato. Questo è ciò che rende l&#8217;intelligenza artificiale particolare rispetto a quella umano, essa può essere regolata, aggiustata o addirittura azzerata, tutte cose che non possono accadere con gli esseri umani.</li>
</ol>
<h4>4. Privacy, sicurezza e controllo</h4>
<p>Guadagna la fiducia dell’utente fornendo il controllo sulla la privacy, la sicurezza e le funzionalità dell&#8217;intelligenza artificiale.</p>
<ol>
<li>É necessario progettare l’interfaccia in modo che faccia percepire la massima sicurezza possibile &#8211; Gli utenti, sapendo che l&#8217;intelligenza artificiale avrà dati personali cruciali, personali e riservati alla privacy, è importante che l&#8217;interfaccia utente faccia del suo meglio per proteggere i miei dati. Progettare questo nell&#8217;interfaccia utente non solo per consentire all&#8217;utente di percepire l&#8217;intelligenza artificiale, ma anche per proteggere i dati e proteggere la loro privacy;</li>
<li>Fornire degli esempi e delle funzionalità di test all’utente &#8211; Soprattutto quando un prodotto è nuovo, gli utenti vogliono verificare se può realmente offrire ciò che promette di fare. Quando l&#8217;utente sa che il prodotto offre effettivamente ciò che ha promesso di fare, l&#8217;utente si fiderà di più del prodotto. Questo è ancor giù importante per le tecnologie supportate da AI che allo stato attuale non godono ancora di sufficiente fiducia diffusa;</li>
<li>Progettare l’interfaccia in modo che l’utente possa prendere il controllo ogni volta che l&#8217;utente lo desidera. Ne è un esempio il sistema di Autopilot di Tesla che permette di prendere il controllo dell’auto in qualsiasi momento;</li>
<li>L&#8217;IA dovrebbe imparare dall’intervento (presa di controllo) dell&#8217;utente &#8211; Quando un utente interviene e prende il controllo dell&#8217;IA, lascia che l&#8217;AI impari da questo comportamento. L&#8217;intelligenza artificiale dovrebbe ricordare l&#8217;intervento al fine di dare un risultato migliore all&#8217;utente per la prossima volta;</li>
<li>L&#8217;IA non dovrebbe fare nulla senza il consenso dell&#8217;utente &#8211; l&#8217;AI dovrebbe chiedere revisioni e il permesso di eseguire compiti che hanno conseguenze significative. Sì, l&#8217;AI dovrebbe essere proattiva, tuttavia, l&#8217;utente è ancora il decisore finale e lui dovrebbe confermare se vogliono che l&#8217;AI faccia davvero una data azione;</li>
<li>L&#8217;IA dovrebbe informare gli utenti degli errori di sistema &#8211; Avvisare l&#8217;utente quando ci sono ostacoli nell’esecuzioni determinati compiti e offrire soluzioni per correggere l’evento critico.</li>
</ol>
<h4>Il takeaway</h4>
<p>Dunque, facciamo un breve riassunto da tenere sempre sottomano quando si progetta un&#8217;interfaccia AI-enabeld.</p>
<p>Quando si progetta per l&#8217;intelligenza artificiale, avere sempre in mente l&#8217;utente. Assicurati che il prodotto sia facile da usare, utile, efficiente e che sia considerato affidabile dagli utenti.</p>
<h5>1. Gestione delle scoperte e delle aspettative dell’utente: É necessario definire bene le aspettative degli utenti per evitare che essi si costruiscano false aspettative rispetto all’interfaccia AI-enaled</h5>
<ol>
<li>Gli utenti devono essere consapevoli di ciò che lo strumento può e non può fare;</li>
<li>Gli utenti dovrebbero aspettarsi il la massima qualità nelle risposte a seguito di un&#8217;input minimo;</li>
<li>Dovrebbe assecondare l’utilizzo dell’interfaccia a scopi inaspettati</li>
<li>Informare l&#8217;utente sugli imprevisti;</li>
</ol>
<p><b>2. Design per il perdono dell’AI: L&#8217;intelligenza artificiale commetterà errori. Dunque è necessario progettare l&#8217;interfaccia utente in modo che gli utenti siano inclini a perdonarlo e/o mitigare l’effetto</b></p>
<ol>
<li>Progettare lo strumento in modo che gli utenti perdonino l’AI quando commette errori</li>
<li>Progettazione un’interfaccia che permetta di utilizzare l&#8217;intelligenza artificiale senza connettività Internet</li>
</ol>
<p><strong>3. Trasparenza dei dati e personalizzazione: É necessario realizzare un’interfaccia che sia trasparente nella raccolta dei dati e offrire agli utenti la possibilità di personalizzare tale raccolta</strong></p>
<ol>
<li>L’interfaccia dovrebbe comunicare trasparenza nell’utilizzo dei dati utente;</li>
<li>É necessario progettare gli input utente tali da abilitare l’algoritmo di AI di apprendere, in oltre gli algoritmi di AI;</li>
<li>Gli utenti dovrebbero essere in grado di regolare ciò che l&#8217;intelligenza artificiale ha imparato;</li>
</ol>
<p><b>4. Privacy, sicurezza e controllo: Ottieni fiducia guidando la privacy, la sicurezza e la capacità di controllare l&#8217;intelligenza artificiale</b></p>
<ol>
<li>É necessario progettare l’interfaccia in modo che faccia percepire la massima sicurezza possibile;</li>
<li>Fornire degli esempi e delle funzionalità di test all’utente</li>
<li>Progettare l’interfaccia in modo che l’utente possa prendere il controllo ogni volta che l&#8217;utente lo desidera</li>
<li>L&#8217;IA dovrebbe imparare dall’intervento (presa di controllo) dell&#8217;utente</li>
<li>L&#8217;IA non dovrebbe fare nulla senza il consenso dell&#8217;utente</li>
<li>AI dovrebbe informare gli utenti degli errori di sistema</li>
</ol>
<h5>Riferimenti:</h5>
<ol>
<li>[1] <a href="https://blog.prototypr.io/how-to-design-for-ai-enabled-ui-77e144e99126">How to design for AI-enabled UI, Naïma van Esch </a></li>
<li>[2] <a href="https://gizmodo.com/this-simple-sticker-can-trick-neural-networks-into-thin-1821735479">A Simple Sticker Tricked Neural Networks Into Classifying Anything as a Toaster, Melanie Ehrenkranz</a></li>
<li>[3] <a href="https://arxiv.org/abs/1712.09665">Brown, Tom B., et al. &#8220;Adversarial patch.&#8221; arXiv preprint arXiv:1712.09665 (2017)</a></li>
<li>[4] <a href="https://www.macitynet.it/spot-amazon-alexa-super-bowl-2019">Lo spot Amazon Alexa del Super Bowl manda in blackout il pianeta, Daniele Piccinelli </a></li>
<li>[5] <a href="https://books.google.it/books?hl=it&amp;lr=&amp;id=SHo3DwAAQBAJ&amp;oi=fnd&amp;pg=PP1&amp;dq=Noessel,+C.+(2017).+Designing+Agentive+Technology.+Rosenfeld+Media&amp;ots=fDZtPE1SSy&amp;sig=CYyjXyuZPxiHTmv69YoDqvTtkvE#v=onepage&amp;q=Noessel%2C%20C.%20(2017).%20Designing%20Agentive%20Technology.%20Rosenfeld%20Media&amp;f=false">Noessel, C. (2017). Designing Agentive Technology. Rosenfeld Media</a></li>
<li>[6]<br />
<a href="https://blog.tagliaerbe.com/2016/02/intelligenza-artificiale.html">L’Intelligenza Artificiale: la rivoluzione che cambierà il mondo, Tagliaerbe</a></li>
<li>[7] <a href="https://www.petnet.io/">Petnet</a></li>
<li>[8] <a href="https://www.researchgate.net/publication/332303074_Che_cos'e_l'eXplainable_AI_e_perche_e_importante">Che cos&#8217;è l’eXplainable AI e perché è importante, Domenico Monaco</a></li>
</ol>
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<p>L'articolo <a href="https://blog.domenicomonaco.it/201904170990/ai-enabled-user-interface-linee-guida-per-la-progettazione-di-interfacce/">AI-enabled User-Interface: linee guida per la progettazione di interfacce</a> sembra essere il primo su <a href="https://blog.domenicomonaco.it">Domenico Monaco</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Explainable AI: cos&#8217;é l&#8217;AI spiegabile e perché è importante</title>
		<link>https://blog.domenicomonaco.it/201903271403/che-cosa-e-explainable-ai-e-perche-e-importante/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Domenico Monaco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Mar 2019 10:32:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Interazione uomo-macchina]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia e Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[AI]]></category>
		<category><![CDATA[AI spiegabile]]></category>
		<category><![CDATA[AI Trasparente]]></category>
		<category><![CDATA[Artificial Intelligence]]></category>
		<category><![CDATA[explainable ai]]></category>
		<category><![CDATA[Explainable artificial intelligence]]></category>
		<category><![CDATA[GDPR]]></category>
		<category><![CDATA[HCI]]></category>
		<category><![CDATA[trasparenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Intelligenza Artificiale deve essere spiegabile e soprattutto deve farsi capire dagli utenti che la usano Le organizzazioni si stanno affidando sempre di più all&#8217;Intelligenza Artificiale e ai modelli di apprendimento automatico, ma non è tutto rose e fiori quello che promette l’intelligenza artificiale ed una delle loro maggiori preoccupazioni è “come possono garantirne l’affidabilità”. Tra...</p>
<p>L'articolo <a href="https://blog.domenicomonaco.it/201903271403/che-cosa-e-explainable-ai-e-perche-e-importante/">Explainable AI: cos&#8217;é l&#8217;AI spiegabile e perché è importante</a> sembra essere il primo su <a href="https://blog.domenicomonaco.it">Domenico Monaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>L&#8217;Intelligenza Artificiale deve essere spiegabile e soprattutto deve farsi capire dagli utenti che la usano</h3>
<p>Le organizzazioni si stanno affidando sempre di più all&#8217;<strong>Intelligenza Artificiale</strong> e ai modelli di apprendimento automatico, ma non è tutto rose e fiori quello che promette l’intelligenza artificiale ed una delle loro maggiori preoccupazioni è “<strong>come possono garantirne l’affidabilità</strong>”.</p>
<p>Tra le promesse dell&#8217;Intelligenza Artificiale (AI) troviamo il miglioramento della comprensione umana attraverso l&#8217;automazione del processo decisionale, ovvero gli algoritmi di AI possono &#8220;<strong>aiutare le persone a scoprire informazioni che prima non potevano conoscere</strong>&#8220;, come dichiara Josh Parenteau, Director of Market Intelligence di Tableau. [1]</p>
<p>Nel contempo, secondo Gartner entro il 2020 l’AI sarà utilizzata dall’85% dei CIO [2], quindi nei prossimi anni si avranno un numero sempre maggiore di organizzazioni che dipenderanno sempre più dai modelli di apprendimento automatico. Con un crescendo di preoccupazioni su come avere la certezza che i suggerimenti forniti dagli algoritmi di AI siano affidabili, corretti ed etici.</p>
<h2>L&#8217;AI come una BlackBox</h2>
<p>Oggigiorno molte delle applicazioni di apprendimento automatico non consentono di capirne appieno il loro funzionano o la logica che ne sta dietro per un effetto chiamato “BlackBox”, secondo per cui i modelli di apprendimento automatico sono per lo più scatole nere. [3][4][5]</p>
<figure id="attachment_1413" aria-describedby="caption-attachment-1413" style="width: 1203px" class="wp-caption alignnone"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="1413" data-permalink="https://blog.domenicomonaco.it/201903271403/che-cosa-e-explainable-ai-e-perche-e-importante/black_box_ai_vs_explainable_ai/" data-orig-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2019/03/black_box_ai_vs_explainable_ai.png?fit=1203%2C599&amp;ssl=1" data-orig-size="1203,599" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Blackbox AI VS eXplainable AI" data-image-description="&lt;p&gt;Blackbox AI VS eXplainable AI&lt;/p&gt;
" data-image-caption="&lt;p&gt;Blackbox AI VS eXplainable AI&lt;/p&gt;
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<p>Tale caratteristica è considerata uno dei più grandi problemi dell’applicazione delle tecniche di AI, essa rende le decisioni della macchina non trasparenti e spesso incomprensibili anche agli occhi degli esperti o degli stessi sviluppatori, il che riduce la fiducia nel ML nello specifico e nell&#8217;IA in generale.</p>
<p>Quindi comprendere le ragioni che stanno alla base delle previsioni degli algoritmi di AI oggi è di fondamentale importanza in quanto tale comprensione può non solo infondere una fiducia maggiore negli algoritmi di AI, ma anche fornire spunti sul modello o effettuare operazioni di debug [6].</p>
<p>Uno dei motivi di un così forte interesse nella comprensione dei processi che stanno dietro a tali algoritmi troviamo anche l’aumento della sensibilità pubblica verso la privacy attraverso l’introduzione di varie legislazioni a livello internazionale come il GPDR che impongono livelli elevati di protezione della sfera privata e allo stesso tempo trasparenza nel trattamento delle informazioni, cosa che attualmente gli algoritmi di AI faticano ad realizzare.</p>
<p>Il tutto si traduce in un crescente bisogno di trasparenza negli algoritmi di AI, essa è cruciale per un&#8217;efficace distribuzione dei sistemi intelligenti non solo per garantire che i modelli funzionino così come sono stati progettati ma anche per infondere fiducia negli utilizzatori, così che possano prendere decisioni senza timore di fare scelte sbagliate.</p>
<p>Il bisogno di trasparenza nell’ambito dell’AI ha portato alla crescita della cosiddetta <strong>eXplainable AI (XAI)</strong>, che rappresenta un insieme di tecniche che permettono di comprendere e presentare una visione trasparente dei modelli di apprendimento automatico e degli algoritmi di AI in generale.</p>
<h2>Che cos’è l&#8217;eXplainable AI (XAI): l&#8217;AI spiegabile</h2>
<p>L’<strong>eXplainable AI</strong> non è un campo nuovo, esistevano architetture di ragionamento per supportare sistemi IA complessi già dagli anni 80’, quindi la <em>spiegabilità</em> è vecchia almeno quanto la prima IA e può essere vista come una naturale conseguenza del design dei sistemi di intelligenza artificiale. [1]</p>
<p>Ma oggi, data la portata dei cambiamenti introdotta dagli algoritmi di AI, la <em>spiegabilità</em> (comprensione) degli algoritmi di AI è tornata alla ribalta. Il futuro dell&#8217;IA, probabilmente, dipenderà dalla sua capacità di consentire alle persone di collaborare con le macchine per risolvere problemi complessi. Come ogni collaborazione efficiente, ciò richiede una buona comunicazione, fiducia, chiarezza e comprensione e l&#8217;eXplainable AI ha appunto lo scopo di affrontare tali sfide. [9]</p>
<figure id="attachment_1414" aria-describedby="caption-attachment-1414" style="width: 2511px" class="wp-caption alignnone"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="1414" data-permalink="https://blog.domenicomonaco.it/201903271403/che-cosa-e-explainable-ai-e-perche-e-importante/contex_ai_industry/" data-orig-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2019/03/contex_ai_industry.png?fit=2511%2C793&amp;ssl=1" data-orig-size="2511,793" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Contesti AI" data-image-description="&lt;p&gt;Contesti AI&lt;/p&gt;
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<p>Ad esempio i leader di settore nelle organizzazioni ed in particolare quelle che hanno a che fare con decisioni con una forte componente di rischio richiedono ai team di utilizzare modelli più comprensibili e di fornire documentazione di come i modelli sono stati costruiti. [7]</p>
<blockquote><p>Cosa si intende esattamente con questa AI <em>spiegabile</em>?</p></blockquote>
<p>L’articolo [7] esprime che l’attuali tecnologie di deep learning sono in grado di elaborare enormi volumi di dati, identificando gli schemi nascosti, e fornendo nuovi suggerimenti attraverso l’utilizzo di enormi basi di dati, ma tutte queste abilità di inferire in automatico conclusioni ha il limite di non spiegarne il ragionamento e le ragioni che stanno dietro a tali deduzioni.</p>
<p>Quest&#8217;ultimo può essere realizzato attraverso l’Explainable AI che mira a spiegare perché la AI è giunta a una determinata conclusione e con quali modalità.</p>
<p>Ciò può essere fondamentale in ambiti come la ricerca medica sul cancro, in cui anche da un punto di vista etico, prima di sottoscrivere la correttezza dei suggerimenti se ne deve verificare le fonti della letteratura accademica in materia, e comprendere perché l’algoritmo sia giunto a quel dato risultato. [7]</p>
<h2>L&#8217;eXplainable AI è importante per l&#8217;human-in-the-loop</h2>
<p>L’<strong>eXplainable AI</strong> mira a creare una serie di tecniche che producono modelli più spiegabili, mantenendo al contempo un livello elevato delle funzionalità di ricerca, apprendimento, pianificazione e prestazioni nel ragionamento: ottimizzazione, accuratezza, precisione; e nel contempo consentire agli utenti umani di comprendere, fidarsi adeguatamente e gestire efficacemente la generazione emergente di sistemi di intelligenza artificiale realizzando realmente quello che viene chiamato <strong>human-in-the-loop</strong>. [9] [3]</p>
<p>Le iniziative di rendere l’AI trasparente hanno innescato diversi sforzi accademici e industriali che hanno prodotto tecnologie e risultati che forniscono spiegazioni principalmente alle esigenze degli ingegneri di intelligenza artificiale. [8]</p>
<p>Tuttavia, ci sono ben pochi lavori nel fornire spiegazioni che supportino le esigenze di proprietari di aziende, sviluppatori di software e consumatori che svolgono tutti ruoli significativi nello sviluppo del servizio e nel ciclo di utilizzo.</p>
<figure id="attachment_1420" aria-describedby="caption-attachment-1420" style="width: 2560px" class="wp-caption alignnone"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="1420" data-permalink="https://blog.domenicomonaco.it/201903271403/che-cosa-e-explainable-ai-e-perche-e-importante/human-in-a-loop-tesla-autonomous-car/" data-orig-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2019/03/Human-In-a-loop-tesla-autonomous-car.png?fit=2560%2C1440&amp;ssl=1" data-orig-size="2560,1440" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="human in a loop tesla autonomous car" data-image-description="&lt;p&gt;Esempio di human-in-a-loop della Tesla&lt;/p&gt;
" data-image-caption="&lt;p&gt;Esempio di human-in-a-loop della Tesla&lt;/p&gt;
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<p>Dunque per avere un impatto dirompente nelle organizzazioni, è necessario avere fiducia nell’AI e come chiarisce Takashige il successo dell’AI dipende anche dalla capacità d’introdurre una AI <em>diversa</em>, umano-centrica, in grado di superare i limiti di quella attuale: in altre parole più adatta a collaborare con le persone per arrivare alla co-creazione di nuovo valore e innovazione. [7]</p>
<p>Come dimostra un recente workshop tonutosi alla conferenza AAAI-19 [10] il quale ha chiesto ad esperti di tutto il mondo di rispondere a domande del tipo &#8220;Cosa è eXplainable AI (XAI)? Perché è importante? Quali sono le metriche per le spiegazioni? In quali campi d’applicazione è fondamentale?”, ma soprattuto “Come Funziona?”</p>
<p>Rispondere a queste domande può essere utile perché, come esprime l’articolo di IBM [11], &#8220;Rendere l’intelligenza artificiale più trasparente potrebbe essere la chiave per la sua adozione più ampia.”</p>
<p>Tuttavia, l’impatto dell’<strong>eXplainable AI</strong> potrebbe non essere sempre positivo, ad esempio se le aziende fossero costrette a rivelare dettagli sui propri algoritmi potrebbe significare che stanno in effetti divulgando idee e proprietà intellettuale. E non è tutto: sorgono poi domande su cosa intendiamo esattamente per “<strong><em>spiegabile</em></strong>”?</p>
<p>Dunque è chiaro che questo campo è ancora tutto da definire, ma certamente uno dei trend futuri da tenere d’occhio.</p>
<h4>l&#8217;Articolo su Researchgate:</h4>
<ul>
<li>[ITA] <a href="https://www.researchgate.net/publication/332303074_Che_cos'e_l'eXplainable_AI_e_perche_e_importante">Che cos&#8217;è l’eXplainable AI e perché è importante</a></li>
<li>[ENG] <a href="https://www.researchgate.net/publication/332858862_What_is_the_Explainable-Ai_and_why_is_important">What is the Explainable-Ai and why is important</a></li>
</ul>
<h3>Riferimenti:</h3>
<ul>
<li>[1] <a href="https://www.tableau.com/it-it/reports/business-intelligence-trends/machine-learning">https://www.tableau.com/it-it/reports/business-intelligence-trends/machine-learning</a></li>
<li>[2] <a href="https://www.gartner.com/smarterwithgartner/2018-will-mark-the-beginning-of-ai-democratization/?_fsi=hncFpMGP">https://www.gartner.com/smarterwithgartner/2018-will-mark-the-beginning-of-ai-democratization/?_fsi=hncFpMGP</a></li>
<li>[3] Ribeiro, M. T., Singh, S., &amp; Guestrin, C. (2016). “Why Should I Trust You?” (pp. 1135–1144). <a href="https://dl.acm.org/citation.cfm?doid=2939672.2939778">https://doi.org/10.1145/2939672.2939778</a></li>
<li>[4] <a href="https://hal.inria.fr/hal-01934928/document">Explainable AI: The New 42? &#8211; Randy Goebel </a></li>
<li>[5] <a href="https://graz.pure.elsevier.com/en/publications/current-advances-trends-and-challenges-of-machine-learning-and-kn">Current Advances, Trends and Challenges of Machine Learning and Knowledge Extraction: From Machine Learning to Explainable AI &#8211; Andreas Holzinger</a></li>
<li>[6] <a href="http://openaccess.city.ac.uk/13819/">Kulesza, T., Burnett, M., Wong, W-K. &amp; Stumpf, S. (2015). Principles of Explanatory Debugging to personalize interactive machine learning. In: O. Brdiczka &amp; P Chau (Eds.), Proceedings of the 20th International Conference on Intelligent User Interfaces. (pp. 126-137). New York, USA: ACM. ISBN 9781450333061</a></li>
<li>[7] <a href="https://www.zerounoweb.it/analytics/cognitive-computing/fujitsu-la-nostra-ai-spiega-il-perche-delle-sue-conclusioni/">https://www.zerounoweb.it/analytics/cognitive-computing/fujitsu-la-nostra-ai-spiega-il-perche-delle-sue-conclusioni/</a></li>
<li>[8] <a href="https://hal.inria.fr/hal-02060044">Evaluating Explanations by Cognitive Value, Ajay Chander</a></li>
<li>[9] <a href="https://xaitutorial2019.github.io/">https://xaitutorial2019.github.io/</a></li>
<li>[10] <a href="https://aaai.org/Conferences/AAAI-19/aaai19tutorials/">https://aaai.org/Conferences/AAAI-19/aaai19tutorials/</a></li>
<li>[11] <a href="https://www.intel.it/content/www/it/it/it-managers/explainable-ai.html">https://www.intel.it/content/www/it/it/it-managers/explainable-ai.html</a></li>
</ul>
<h4>Immagini</h4>
<ul>
<li><a href="https://medium.com/ritual-design/culture-meets-artificial-intelligence-a2ad6dc82bb7">https://medium.com/ritual-design/culture-meets-artificial-intelligence-a2ad6dc82bb7</a></li>
<li><a href="https://www.scientificamerican.com/article/the-search-for-a-new-test-of-artificial-intelligence/">https://www.scientificamerican.com/article/the-search-for-a-new-test-of-artificial-intelligence/</a></li>
<li><a href="https://m.sohu.com/n/482461485/?wscrid=95360_7">https://m.sohu.com/n/482461485/?wscrid=95360_7</a></li>
</ul>
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		<title>Stile ed Accessibilità nel Web</title>
		<link>https://blog.domenicomonaco.it/20180410977/stile-ed-accessibilita-nel-web/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Domenico Monaco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Apr 2018 09:58:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Interazione uomo-macchina]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologie Web]]></category>
		<category><![CDATA[accessibilità web]]></category>
		<category><![CDATA[css]]></category>
		<category><![CDATA[grafica]]></category>
		<category><![CDATA[html]]></category>
		<category><![CDATA[js]]></category>
		<category><![CDATA[pagina web]]></category>
		<category><![CDATA[stile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Attuare Stile ed Accessibilità contemporaneamente rappresenta una sfida sin dalla nascita delle prime tecnologie web nel 1990, ma come si dice ironicamente: la coperta è corta, e lavorando verso una direzione inevitabilmente compromettiamo parte della direzione opposta. Il Web e l&#8217;HTML storicamente nascono per rendere accessibile i documenti tramite la rete, ma da soli erano terribilmente tristi...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Attuare Stile ed <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Accessibilit%C3%A0_(web)">Accessibilità</a> contemporaneamente rappresenta una sfida sin dalla nascita delle prime tecnologie web nel 1990, ma come si dice ironicamente: la coperta è corta, e lavorando verso una direzione inevitabilmente compromettiamo parte della direzione opposta.</p>
<p>Il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/World_Wide_Web">Web</a> e l&#8217;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/HTML">HTML</a> storicamente nascono per rendere accessibile i documenti tramite la rete, ma da soli erano terribilmente tristi e cupi (ve le ricordate le prime <a href="http://info.cern.ch/">pagine web</a>?), dunque nascono e si evolvono le tecnologie <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/CSS">CSS</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/JavaScript">JS</a> dando vita ad una vastissima gamma di soluzioni grafiche, ma che hanno reso il Web un luogo sempre meno accessibile.</p>
<p>Da qui l&#8217;idea della <strong><em>coperta corta</em>: raramente un sito web estremamente <a href="https://www.w3.org/standards/webdesign/accessibility">accessibile</a> è anche estremamente <em>stiloso</em>, o viceversa.</strong></p>
<p><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="992" data-permalink="https://blog.domenicomonaco.it/20180410977/stile-ed-accessibilita-nel-web/web_accessibility_vs_style/" data-orig-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2018/04/Web_Accessibility_VS_Style.jpg?fit=640%2C486&amp;ssl=1" data-orig-size="640,486" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="l&#8217;accessibilità e lo stile" data-image-description="&lt;p&gt;l&#8217;accessibilità e lo stile&lt;/p&gt;
" data-image-caption="&lt;p&gt;l&#8217;accessibilità e lo stile&lt;/p&gt;
" data-medium-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2018/04/Web_Accessibility_VS_Style.jpg?fit=300%2C228&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2018/04/Web_Accessibility_VS_Style.jpg?fit=640%2C486&amp;ssl=1" tabindex="0" role="button" class="wp-image-992 aligncenter" src="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2018/04/Web_Accessibility_VS_Style.jpg?resize=343%2C261" alt="" width="343" height="261" srcset="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2018/04/Web_Accessibility_VS_Style.jpg?w=640&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2018/04/Web_Accessibility_VS_Style.jpg?resize=300%2C228&amp;ssl=1 300w" sizes="(max-width: 343px) 100vw, 343px" /></p>
<p>Per questo motivo ho pensato di realizzare una semplice pagina Web statica basata su HTML, CSS e JS; dotata sia di stile che di accessibilità, al fine di sperimentare quella sottile linea di demarcazione tra stile ed accessibilità di un sito Web.</p>
<p>Approfittando quindi del nuovo <a href="http://domenicomonaco.it">dominio personale</a> e di un rinnovamento nella grafica ho iniziato a lavorare ad una piccola ed estremamente semplice pagina Web Personale che in qualche modo mi rappresentasse. Una sorta di via di mezzo tra una Mission ed una vCard: ecco qui Happy Hacking di <a href="http://domenicomonaco.it">domenicomonaco.it</a>.</p>
<p><a href="http://domenicomonaco.it"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="980" data-permalink="https://blog.domenicomonaco.it/20180410977/stile-ed-accessibilita-nel-web/stile-ed-accessibilita-happy-hacking/" data-orig-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2018/04/Stile-ed-Accessibilità-happy-hacking.png?fit=2326%2C1329&amp;ssl=1" data-orig-size="2326,1329" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Stile ed Accessibilità &#8211; happy hacking" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2018/04/Stile-ed-Accessibilità-happy-hacking.png?fit=300%2C171&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2018/04/Stile-ed-Accessibilità-happy-hacking.png?fit=1024%2C585&amp;ssl=1" tabindex="0" role="button" class="alignnone size-full wp-image-980" src="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2018/04/Stile-ed-Accessibilità-happy-hacking.png?resize=2326%2C1329" alt="" width="2326" height="1329" srcset="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2018/04/Stile-ed-Accessibilità-happy-hacking.png?w=2326&amp;ssl=1 2326w, https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2018/04/Stile-ed-Accessibilità-happy-hacking.png?resize=300%2C171&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2018/04/Stile-ed-Accessibilità-happy-hacking.png?resize=768%2C439&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2018/04/Stile-ed-Accessibilità-happy-hacking.png?resize=1024%2C585&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2018/04/Stile-ed-Accessibilità-happy-hacking.png?w=2000&amp;ssl=1 2000w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p><a href="http://domenicomonaco.it">Happy Hacking su domenicomonaco.it</a> è una <a href="http://domenicomonaco.it">pagina web</a> sufficientemente <em>stilosa,</em> ma allo stesso tempo semplice e contenuta in modo da rendere effettivamente possibile controllare ogni dettaglio relativo allo stile e all&#8217;accessibilità: dalla <a href="https://validator.w3.org/">validazione W3C</a> alle dinamiche responsive, dalla compatibilità dei vari browser ai requisiti di accessibilità; nonché l&#8217;impegno di una resa grafica sufficientemente stabile.</p>
<p><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="984" data-permalink="https://blog.domenicomonaco.it/20180410977/stile-ed-accessibilita-nel-web/paginaweb/" data-orig-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2018/04/paginaweb.png?fit=1200%2C750&amp;ssl=1" data-orig-size="1200,750" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Pagina Web" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2018/04/paginaweb.png?fit=300%2C188&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2018/04/paginaweb.png?fit=1024%2C640&amp;ssl=1" tabindex="0" role="button" class="alignnone size-full wp-image-984" src="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2018/04/paginaweb.png?resize=1200%2C750" alt="" width="1200" height="750" srcset="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2018/04/paginaweb.png?w=1200&amp;ssl=1 1200w, https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2018/04/paginaweb.png?resize=300%2C188&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2018/04/paginaweb.png?resize=768%2C480&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2018/04/paginaweb.png?resize=1024%2C640&amp;ssl=1 1024w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Sicuramente non potrò coprire tutti gli aspetti, ma provare a perfezionare quanti più possibili dettagli è un ottimo esercizio per studiare come &#8220;accessibilità e stile&#8221; possano convivere senza soffrire di ipotermia a causa dell&#8217;intrinseca coperta corta di cui soffrono le tecnologie web.</p>
<p>Se avete consigli o suggerimenti non esitate farmelo sapere.</p>
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</p></blockquote>
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		<title>Icon for Mouse Gesture for free</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Monaco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jun 2016 18:49:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[Interazione uomo-macchina]]></category>
		<category><![CDATA[free]]></category>
		<category><![CDATA[gesture]]></category>
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		<category><![CDATA[mouse]]></category>
		<category><![CDATA[mouse gesture]]></category>
		<category><![CDATA[vector]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I&#8217;ve created some simple Icon for Mouse Gesture that you can use completely for free under Creative Commons BY (only require mention of author). DOWNLOAD: Icon-for-MIcon-for-Mouse-Gesture-CC-BY-DOMENICO-MONACO-1.zip</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I&#8217;ve created some simple Icon for Mouse Gesture that you can use completely for free under Creative Commons BY (only require mention of author).</p>
<p><a href="https://blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/06/Icon-for-Mouse-Gesture-CC-BY-DOMENICO-MONACO-1.zip"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="743" data-permalink="https://blog.domenicomonaco.it/20160623740/icon-for-mouse-gesture-for-free/icon-for-mouse-gesture-cc-by-domenico-monaco-2/" data-orig-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/06/Icon-for-Mouse-Gesture-CC-BY-DOMENICO-MONACO.jpg?fit=2102%2C1352&amp;ssl=1" data-orig-size="2102,1352" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Icon for Mouse Gesture &#8211; CC BY DOMENICO MONACO" data-image-description="&lt;p&gt;Icon for Mouse Gesture &#8211; CC BY DOMENICO MONACO&lt;/p&gt;
" data-image-caption="&lt;p&gt;Icon for Mouse Gesture &#8211; CC BY DOMENICO MONACO&lt;/p&gt;
" data-medium-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/06/Icon-for-Mouse-Gesture-CC-BY-DOMENICO-MONACO.jpg?fit=300%2C193&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/06/Icon-for-Mouse-Gesture-CC-BY-DOMENICO-MONACO.jpg?fit=1024%2C659&amp;ssl=1" tabindex="0" role="button" class="alignnone wp-image-743 size-full" src="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/06/Icon-for-Mouse-Gesture-CC-BY-DOMENICO-MONACO.jpg?resize=2102%2C1352&#038;ssl=1" alt="Icon for Mouse Gesture - CC BY DOMENICO MONACO" width="2102" height="1352" srcset="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/06/Icon-for-Mouse-Gesture-CC-BY-DOMENICO-MONACO.jpg?w=2102&amp;ssl=1 2102w, https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/06/Icon-for-Mouse-Gesture-CC-BY-DOMENICO-MONACO.jpg?resize=300%2C193&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/06/Icon-for-Mouse-Gesture-CC-BY-DOMENICO-MONACO.jpg?resize=768%2C494&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/06/Icon-for-Mouse-Gesture-CC-BY-DOMENICO-MONACO.jpg?resize=1024%2C659&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/06/Icon-for-Mouse-Gesture-CC-BY-DOMENICO-MONACO.jpg?w=2000&amp;ssl=1 2000w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p><a href="https://blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/06/Icon-for-Mouse-Gesture-CC-BY-DOMENICO-MONACO-1.zip">DOWNLOAD: Icon-for-MIcon-for-Mouse-Gesture-CC-BY-DOMENICO-MONACO-1.zip</a></p>
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		<title>Consapevolezza del Consumo Energetico: A Low Cost System for Home Energy Consumption Awareness</title>
		<link>https://blog.domenicomonaco.it/20160503596/consapevolezza-del-consumo-energetico-energy-consumption-awareness/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Monaco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 May 2016 12:18:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interazione uomo-macchina]]></category>
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		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[climate change]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza energetica]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
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		<category><![CDATA[energy awarness]]></category>
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		<category><![CDATA[sensor network]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’aumento dei costi dell&#8217;energia accompagnato da un fabbisogno energetico crescente rende indispensabile l&#8217;esistenza di una maggiore consapevolezza dell&#8217;utilizzo energetico: Consapevolezza del Consumo Energetico. Sono felice di poter esibire un&#8217;articolo realizzato dal mio relatore di tesi, il Prof. Paolo Buono dell&#8217;Università di Bari Aldo Moro, articolo al quale ho in parte contribuito attraverso il mio lavoro di tesi che si...</p>
<p>L'articolo <a href="https://blog.domenicomonaco.it/20160503596/consapevolezza-del-consumo-energetico-energy-consumption-awareness/">Consapevolezza del Consumo Energetico: A Low Cost System for Home Energy Consumption Awareness</a> sembra essere il primo su <a href="https://blog.domenicomonaco.it">Domenico Monaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span data-reactid=".erog0bgyyo.1.0.0.0.4.1.0.0.$3">L’aumento dei costi dell&#8217;energia accompagnato da un fabbisogno energetico crescente rende indispensabile l&#8217;esistenza di una maggiore consapevolezza dell&#8217;utilizzo energetico: Consapevolezza del Consumo Energetico.</span></strong></p>
<hr />
<p>Sono felice di poter esibire un&#8217;<a href="http://ceur-ws.org/Vol-1528/paper9.pdf">articolo</a> realizzato dal mio relatore di tesi, il Prof. Paolo Buono dell&#8217;Università di Bari Aldo Moro, articolo al quale ho in parte contribuito attraverso il <a href="http://mio lavoro di tesi">mio lavoro di tesi</a> che si è concentrato sull&#8217;implementazione del prototipo software e hardware.</p>
<p>Il mio lavoro di tesi in realtà si fonda su un&#8217;idea nata nell&#8217;ormai lontano 2009, mentre la tesi ed il presente <a href="http://ceur-ws.org/Vol-1528/paper9.pdf">articolo</a> arrivano solo nel 2015 grazie anche alla disponibilità del professore che mi ha dato la possibilità di esprimermi come meglio volevo.</p>
<p><em><strong>L&#8217;idea nel 2009 era semplice:</strong></em> una serie di dispositivi intelligenti distribuiti per la casa che permettevano all&#8217;utente di monitorare in maniera dettagliata i propri consumi elettrici. Non avevo idea di come realizzarlo e se ricordo bene non possedevo nemmeno una scheda Arduino.</p>
<p>Negli anni successivi ho lavorato in ambito web, studiato all&#8217;Università di Bari e sperimentato le tecnologie varie da buon Hacker/Developer. Ed ecco dopo qualche anno arrivare la proposta di tesi: <em><strong>un sistema per monitorare l&#8217;energia prodotta (es. Pannelli Foto Voltaici) e consumata all&#8217;interno di un abitazione, sistema di monitoraggio associato ad una tecnica di visualizzazione innovativa realizzata dal gruppo di ricerca del prof. sopra citato.</strong></em></p>
<p><em>In altre parole un <strong>sistema che aumenta la consapevolezza del consumo energetico nell&#8217;abitazione</strong> al fine di migliorarne l&#8217;utilizzo.</em></p>
<p>Di seguito il link all&#8217;articolo ed il suo estratto:</p>
<blockquote>
<h4>Consapevolezza del Consumo Energetico<br />
A Low Cost System for Home Energy Consumption Awareness</h4>
<p>link paper: <a href="http://ceur-ws.org/Vol-1528/paper9.pdf"> http://ceur-ws.org/Vol-1528/paper9.pdf</a></p>
<p><strong>Abstract:</strong> One of the main reasons of domestic energy waste is due to occupants’ habits, since they are often not aware of the energy they are consuming. This paper presents a low cost system for home energy consumption awareness. The first prototype considers electrical energy and uses only two sensors: one to monitor energy produced by solar panels and one to monitor consumed energy. A visualization shows people their consumption patterns in order to make them aware of energy consumption and change their habits to save energy.</p></blockquote>
<p>Conclusa la tesi ho iniziato ad immaginare cosa volesse dire Energy Consumption Awareness, Consapevolezza del consumo energetico.</p>
<p><strong>La mia domanda è stata:</strong> Cos&#8217;è la consapevolezza energetica? Perché serve nel futuro? Perché dovrebbe essere migliorata? Per rispondere ho ripreso le motivazioni della mia tesi:</p>
<blockquote><p><span id="yui_3_14_1_1_1462020431766_1222" data-reactid=".erog0bgyyo.1.0.0.0.4.1.0.0.$1">Oggi l’energia riveste un ruolo sempre maggiore. A livello nazionale l’utilizzo energetico a scopo civile è circa il 30% del totale e la spesa media per un nucleo familiare in Italia è circa il 5,9% del totale. Inoltre, a fronte di un costante taglio delle spese da parte delle famiglie, la spesa del consumo energetico casalingo nel 2013 è cresciuto di circa 2,9% rispetto al 2012 e del 6,9% rispetto al 2011 (Istat, 2014, p. 1).</span></p>
<p><span data-reactid=".erog0bgyyo.1.0.0.0.4.1.0.0.$3">L’aumento dei costi è anche accompagnato da un fabbisogno energetico crescente favorito dalle sempre crescenti politiche di sensibilizzazione energetica e adeguamento tecnologico.</span></p>
<p><span data-reactid=".erog0bgyyo.1.0.0.0.4.1.0.0.$5">L’ICT può essere senza dubbio di supporto alle sfide energetiche del futuro, che già da oggi siamo chiamati a rispondere. Se da un lato molte sono le cose che facciamo attraverso l’informatica, dall’altro troppo poca è la comprensione egli effetti energetici delle nostre azioni. Ad esempio chiediamo ad uno smartphone di indicarci quanti passi abbiamo fatto in un giorno, ma difficilmente lo interroghiamo per indicarci quanta energia abbiamo consumato per utilizzarlo o ricaricarlo. &#8211; <a href="https://www.researchgate.net/publication/296834199_WorldReUsable_un_sistema_low-cost_per_la_consapevolezza_energetica">WorldReUsable: un sistema low-cost per la consapevolezza energetica ,<br />
</a></span></p></blockquote>
<p>Motivazioni che parafrasandole possono essere riassunte in: l&#8217;energia costa sempre di più, non possiamo farne a meno, ogni singola operazione che facciamo brucia energia dunque<strong> l&#8217;intera nostra esistenza si basa sostanzialmente sulla disponibilità di energia a costi accessibili e di dispositivi che la utilizzano in maniera efficiente. (vedi Libro &#8220;<a href="https://books.google.it/books?id=v5YtBAAAQBAJ&amp;printsec=frontcover&amp;hl=it&amp;source=gbs_ge_summary_r&amp;cad=0#v=onepage&amp;q&amp;f=false">Le fonti dell&#8217;Energia: storia e prospettive</a>&#8220;)</strong></p>
<p>Da questi presupposti ho iniziato ad immaginare un mondo governato dal consumo energetico ispirandomi anche ad un popolare film di fantascienza intitolato <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/In_Time">IN TIME</a>.</strong></p>
<p><a href="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/04/intime_head.jpg" rel="lightbox[596]"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="648" data-permalink="https://blog.domenicomonaco.it/20160503596/consapevolezza-del-consumo-energetico-energy-consumption-awareness/intime_head/" data-orig-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/04/intime_head.jpg?fit=900%2C300&amp;ssl=1" data-orig-size="900,300" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="intime_head" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/04/intime_head.jpg?fit=300%2C100&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/04/intime_head.jpg?fit=900%2C300&amp;ssl=1" tabindex="0" role="button" class="aligncenter wp-image-648 size-full" title="In Time Film screen shot - Prototype wearable energy awareness Consapevolezza del Consumo Energetico" src="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/04/intime_head.jpg?resize=900%2C300" alt="intime_head" width="900" height="300" srcset="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/04/intime_head.jpg?w=900&amp;ssl=1 900w, https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/04/intime_head.jpg?resize=300%2C100&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/04/intime_head.jpg?resize=768%2C256&amp;ssl=1 768w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a></p>
<p>Il film è ambientato in un futuro remoto dove uomini e donne sono geneticamente programmati per raggiungere i venticinque anni, età dopo la quale viene attivato una sorta di timer biologico. Da quel momento in poi dovranno affannarsi per guadagnare e non consumare troppo il loro <em>tempo biologico</em>. Tutti possiedono un <em>timer biologico</em> sul proprio braccio che segna ogni minuto, ora, giorno, mese, anno guadagnato lavorando o rubando. (fonte <a href="http://www.mymovies.it/film/2011/intime/">recensione mymovie.com</a>)</p>
<p>Tutto è Tempo di Vita, e il Tempo diventa una moneta di scambio per le azioni di tutti i giorni.</p>
<p>Allo stesso modo ho immaginato un futuro (forse neppure tanto lontano) dove tutto è regolato non più dai soldi, ma dall&#8217;energia. Chi più ne ha più ne può utilizzare, chi meno ne possiede meno cose potrà fare.</p>
<p>Contesto futuristico  in cui diventa indispensabile la <strong><em>consapevolezza dell&#8217;energia consumata o prodotta</em></strong>. Unendo il mio lavoro di tesi (contestualizzato in un abitazione) nell&#8217;immaginario mondo regolato dallo scambio di energia ho immaginato un dispositivo wearable (indossabile) che visualizzi non solo l&#8217;energia casalinga ma una stima di tutta l&#8217;energia consumata, prodotta o risparmiata durante la giornata semplicemente interagendo con il mondo circostante.</p>
<p>Ad esempio potrebbe aggiornare il &#8220;contatore&#8221; mentre si sale in auto interfacciandosi con il computer di bordo, utilizzando invece una bicicletta analizzerebbe quella risparmiata, utilizzando una lampadina in casa quella consumata o aprendo il frigo&#8230;  e così via.</p>
<p><a href="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/03/energy_awarness.jpg" rel="lightbox[596]"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="598" data-permalink="https://blog.domenicomonaco.it/20160503596/consapevolezza-del-consumo-energetico-energy-consumption-awareness/energy_awarness/" data-orig-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/03/energy_awarness.jpg?fit=770%2C460&amp;ssl=1" data-orig-size="770,460" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="A Low Cost System for Home Energy Consumption Awareness" data-image-description="" data-image-caption="&lt;p&gt;A Low Cost System for Home Energy Consumption Awareness&lt;/p&gt;
" data-medium-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/03/energy_awarness.jpg?fit=300%2C179&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/03/energy_awarness.jpg?fit=770%2C460&amp;ssl=1" tabindex="0" role="button" class="alignnone wp-image-598 size-full" title="Prototype wearable energy awareness Consapevolezza del Consumo Energetico" src="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/03/energy_awarness.jpg?resize=770%2C460" alt="A Low Cost System for Home Energy Consumption Awareness" width="770" height="460" srcset="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/03/energy_awarness.jpg?w=770&amp;ssl=1 770w, https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/03/energy_awarness.jpg?resize=300%2C179&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/03/energy_awarness.jpg?resize=768%2C459&amp;ssl=1 768w" sizes="(max-width: 770px) 100vw, 770px" /></a></p>
<p>Un vero e proprio supporto utente allo scopo di enfatizzare l&#8217;utilizzo personale dell&#8217;energia: per aumentare la consapevolezza del Consumo Energetico</p>
<p>Lo ammetto, è un&#8217;idea malsana e lontana dalla realtà, forse più adatta ad un film che ad un prodotto da commercializzare. Ma la realtà in cui viviamo oggi è già regolata dall&#8217;energia che consumiamo/produciamo e dovremmo averne più consapevolezza. Forse dopotutto un oggetto del genere potremmo vederlo al nostro braccio per davvero.</p>
<h2>Approfondimenti:</h2>
<h3>Rapporto Annuale Efficienza Energetica 2012  ENEA</h3>
<p>Originale: http://www.enea.it/it/pubblicazioni/pdf-volumi/VRAEE_2012.pdf</a></p>
<p><a href="http://blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/05/RAEE_DEF_2014_02_10.pdf">Rapporto Annuale efficienza Energetica 2012</a></p>
<p><iframe loading="lazy" style="width: 100%; height: 500px;" src="http://docs.google.com/gview?url=http://blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/05/RAEE_DEF_2014_02_10.pdf&amp;embedded=true" width="300" height="150" frameborder="0"></iframe></p>
<p><a href="http://blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/05/RAEE_DEF_2014_02_10.pdf">Rapporto Annuale efficienza Energetica 2012</p>
<blockquote><p><strong>Cosa ne pensi? Dimmelo su Twitter <a href="https://twitter.com/_domenicomonaco">@_domenicomonaco</a> oppure su Linkedin <a href="http://linkedin.com/in/domenicomonaco/">linkedin.com/in/domenicomonaco</a></strong>
</p></blockquote>
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		<title>Moleskine Smart Writing Set, #moleskine un corno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Monaco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Apr 2016 13:35:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interazione uomo-macchina]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[moleskine]]></category>
		<category><![CDATA[neo smartpen]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mettiamo le cose in chiaro: Moleskine non ha inventato un bel niente. Ho appena letto l’articolo di Wired sul rivoluzionario set con penna intelligente di Moleskine che promette di trasferire su digitale quello che scrivete su carta. La notizia mi ha subito incuriosito. Effettivamente una penna che trasferisce 1:1 su digitale quello che scrivi su carta...</p>
<p>L'articolo <a href="https://blog.domenicomonaco.it/20160416602/moleskine-smart-writing-set-moleskine-un-corno/">Moleskine Smart Writing Set, #moleskine un corno</a> sembra essere il primo su <a href="https://blog.domenicomonaco.it">Domenico Monaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Mettiamo le cose in chiaro: <a href="http://www.wired.it/gadget/accessori/2016/04/08/set-moleskine-per-appunti-su-carta-tablet/">Moleskine</a> non ha inventato un bel niente. Ho appena letto l’<a href="http://www.wired.it/gadget/accessori/2016/04/08/set-moleskine-per-appunti-su-carta-tablet/">articolo di Wired sul rivoluzionario set con penna intelligente di Moleskine</a> che <strong><em>promette</em></strong> di trasferire su digitale quello che scrivete su carta. La notizia mi ha subito incuriosito. Effettivamente una penna che trasferisce 1:1 su digitale quello che scrivi su carta è una cosa <strong>fighissima</strong>! Ma esiste da anni. Per di più, moleskin non ha nemmeno realizzato un&#8217;alternativa.</p>
<p>Il famigerato set di Moleskine si compone di una <strong>Penna Intelligente</strong> realizzata dalla <strong>Neo Smartpen</strong> , un’<strong>App</strong> sempre della <strong>Neo Smartpen</strong> ed un tristissimo e costosissimo <strong>blocknote della Moleskine</strong>.</p>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/e-bdmV43roQ" width="640" height="360" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>La penna in questione è una <a href="http://www.neosmartpen.com/en/products/smartpen"><strong>Neo Smartpen N2</strong></a> acquistabile su <a href="http://www.amazon.com/Neo-smartpen-N2-Android-Smartphones/dp/B00ST8GT8W/ref=lp_10896111011_1_1/184-6382119-9438551?srs=10896111011&amp;ie=UTF8&amp;qid=1460811698&amp;sr=8-1">amazon a meno di 170 dollari</a>, anche l’app è di Neo Smartpen ed è gratuita. La possiamo trovate sia su google store che App Store di apple.</p>
<p>Rispetto a<a href="http://www.moleskine.com/it/news/smartwritingset"> 230 euro del set di Moleskine </a>ci rimane un blocknote che, a quanto pare, costa all&#8217;incirca 50-80 euro.</p>
<p>Ok è chiaro che sia “marketing”. Comunque mi sembra piuttosto pompato come marketing, spesso succede che per spingere un prodotto lo si marchi con brand famosi (vedi le auto D&amp;G o MOMO), ma sono chiaramente prodotti fatti in collaborazione. Mentre qui la Moleskine nasconde un po che di fatto del suo sacco c’è solo il blocknotes e la filiera di distribuzione (quest’ultimo forse il tassello che più manca alla Smartpen).</p>
<blockquote><p><strong>Cosa ne pensi? Dimmelo su Twitter <a href="https://twitter.com/_domenicomonaco">@_domenicomonaco</a> oppure su Linkedin <a href="http://linkedin.com/in/domenicomonaco/">linkedin.com/in/domenicomonaco</a></strong>
</p></blockquote>
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		<title>FingerIO, interessante soluzione Interaction per wearable device</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Monaco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Mar 2016 17:43:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interazione uomo-macchina]]></category>
		<category><![CDATA[Device]]></category>
		<category><![CDATA[FingerIO]]></category>
		<category><![CDATA[mobile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>FingerIO è un interessante tentativo di migliorare l&#8217;interazione con sistemi mobili e wearable che a mio parere sono un po&#8217; ad un punto morto, il touch screen è stata una rivoluzione, ma si sente la necessità di un interazione più evoluta ed il riconoscimento vocale non è riuscito ad essere la soluzione per il futuro. Almeno...</p>
<p>L'articolo <a href="https://blog.domenicomonaco.it/20160318590/fingerio-interessante-soluzione-interaction-wearable-device/">FingerIO, interessante soluzione Interaction per wearable device</a> sembra essere il primo su <a href="https://blog.domenicomonaco.it">Domenico Monaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://fingerio.cs.washington.edu/">FingerIO</a> è un interessante tentativo di migliorare l&#8217;interazione con sistemi mobili e wearable che a mio parere sono un po&#8217; ad un punto morto, il touch screen è stata una rivoluzione, ma si sente la necessità di un interazione più evoluta ed il riconoscimento vocale non è riuscito ad essere la soluzione per il futuro. Almeno per il momento.</p>
<p>FingerIO è un sistema che trasforma qualsiasi superficie intorno al device in una superficie &#8220;attiva&#8221; sulla quale è possibile strisciare un dito e trasferire tale movimento al cursore del device. In altri termini per scrollare sullo schermo del device potremmo strisciare il dito sul nostro avambraccio o sulla parete di fronte.</p>
<p><a href="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/03/FINGERIO.png" rel="lightbox[590]"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="591" data-permalink="https://blog.domenicomonaco.it/20160318590/fingerio-interessante-soluzione-interaction-wearable-device/fingerio/" data-orig-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/03/FINGERIO.png?fit=2470%2C721&amp;ssl=1" data-orig-size="2470,721" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="FINGERIO FingerIO: Using Active Sonar for Fine-Grained Finger Tracking" data-image-description="&lt;p&gt;FingerIO: Using Active Sonar for Fine-Grained Finger Tracking&lt;/p&gt;
" data-image-caption="&lt;p&gt;FingerIO: Using Active Sonar for Fine-Grained Finger Tracking&lt;/p&gt;
" data-medium-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/03/FINGERIO.png?fit=300%2C88&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/03/FINGERIO.png?fit=1024%2C299&amp;ssl=1" tabindex="0" role="button" class="aligncenter wp-image-591 size-full" src="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/03/FINGERIO.png?resize=2470%2C721" alt="FingerIO: Using Active Sonar for Fine-Grained Finger Tracking" width="2470" height="721" srcset="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/03/FINGERIO.png?w=2470&amp;ssl=1 2470w, https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/03/FINGERIO.png?resize=300%2C88&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/03/FINGERIO.png?resize=768%2C224&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/03/FINGERIO.png?resize=1024%2C299&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/03/FINGERIO.png?w=2000&amp;ssl=1 2000w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>I suoi punti di forza risiedono nella possibilità di funzionare con i microfoni incorporati nei device, non è necessario che la superficie sensibile sia &#8220;collegata&#8221; con il dispositivo e non creano problemi nemmeno oggetti extra tra la superficie ed il device. Dunque basta avvicinare un qualsiasi device ad una superficie e non è necessario che lo spazio tra la superficie ed il device sia privo di &#8220;ostacoli&#8221;.</p>
<p>Il tutto sembra piuttosto interessante come viene mostrato anche dal video di seguito:</p>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/PpVUCEZvNjI" width="640" height="360" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Io personalmente ho dei dubbi, anche se non sono un esperto di &#8220;onde sonore&#8221; rimane il fatto che gli stessi autori dichiarano:</p>
<blockquote><p>The finger tracking algorithms developed in this paper work under the assumption that the phone or the smart watch is static. To address mobility of the devices, we envision using the accelerometer/gyro, already present in the devices we imagine operating on, to compensate for the motion in our algorithms.</p></blockquote>
<p>individuando che tra le maggiori limitazioni di FingerIO è che il device debba stare fermo nello spazio per poter interpretare correttamente il suono del dito sulla superficie, per ovviare a questo problema prevedono di integrare i dati del giroscopio o accelerometro nell&#8217;algoritmo per poter utilizzarlo in movimento (mobilità). E questo a mio parere è una delle più grosse limitazioni del progetto che viene presentato come una soluzione per device mobile e wearable!!</p>
<p>Dunque, credo che sia un una ricerca e soluzione molto interessante, ma forse più utile per una SmartTV o un tablet che per un device puramente come una smartphone o uno smartwatch!</p>
<p>Qui l&#8217;articolo completo: FingerIO : Using Sonar for Fine-Grained Finger Tracking &#8211; Rajalakshmi Nandakumar, Vikram Iyer, Desney Tan, Shyamnath Gollakota</p>
<p><iframe loading="lazy" style="width: 100%; height: 500px;" src="http://docs.google.com/gview?url=http://blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/03/fingerio.pdf&amp;embedded=true" width="300" height="150" frameborder="0"></iframe></p>
<p><a href="http://blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/03/fingerio.pdf" rel="">fingerio</a></p>
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</p></blockquote>
<p>L'articolo <a href="https://blog.domenicomonaco.it/20160318590/fingerio-interessante-soluzione-interaction-wearable-device/">FingerIO, interessante soluzione Interaction per wearable device</a> sembra essere il primo su <a href="https://blog.domenicomonaco.it">Domenico Monaco</a>.</p>
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		<title>Corrispondenza tra sistema e mondo reale, le euristiche di Nielsen secondo Trenitalia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Monaco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Feb 2016 12:15:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interazione uomo-macchina]]></category>
		<category><![CDATA[articolo]]></category>
		<category><![CDATA[nielsen]]></category>
		<category><![CDATA[trenitalia]]></category>
		<category><![CDATA[ui]]></category>
		<category><![CDATA[ux]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Che il sito di Trenitalia abbia dei problemi di usabilità è chiaro, ma su alcuni ci si può fare l&#8217;abitudine. Ma alcuni credo siano quanto di più palesemente sbagliato ci sia nell&#8217;ambito dell&#8217;user interaction e vari principi che sono stati proposti per migliorarne la progettazione. Caso: Prenotazione di un biglietto Freccia Bianca, Bari-Milano, seleziono l&#8217;opzione...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Che il sito di Trenitalia abbia dei problemi di usabilità è chiaro, ma su alcuni ci si può fare l&#8217;abitudine. Ma alcuni credo siano quanto di più palesemente sbagliato ci sia nell&#8217;ambito dell&#8217;user interaction e vari principi che sono stati proposti per migliorarne la progettazione.</p>
<p><strong>Caso:</strong></p>
<p>Prenotazione di un biglietto Freccia Bianca, Bari-Milano, seleziono l&#8217;opzione &#8220;voglio scegliere il posto&#8221; che suggerisce correttamente che nella schermata successiva mi permetterà di scegliere dove sedermi. E&#8217; qui che nascono i problemi</p>
<p><a href="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/02/Schermata-2016-02-14-alle-16.54.53.png" rel="lightbox[516]"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="517" data-permalink="https://blog.domenicomonaco.it/20160223516/corrispondenza-tra-sistema-e-mondo-reale-euristiche-di-nielsen-secondo-trenitalia/schermata-2016-02-14-alle-16-54-53/" data-orig-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/02/Schermata-2016-02-14-alle-16.54.53.png?fit=1516%2C1162&amp;ssl=1" data-orig-size="1516,1162" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Schermata 2016-02-14 alle 16.54.53" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/02/Schermata-2016-02-14-alle-16.54.53.png?fit=300%2C230&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/02/Schermata-2016-02-14-alle-16.54.53.png?fit=1024%2C785&amp;ssl=1" tabindex="0" role="button" class="aligncenter wp-image-517 size-full" src="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/02/Schermata-2016-02-14-alle-16.54.53.png?resize=1516%2C1162" alt="Schermata 2016-02-14 alle 16.54.53" width="1516" height="1162" srcset="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/02/Schermata-2016-02-14-alle-16.54.53.png?w=1516&amp;ssl=1 1516w, https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/02/Schermata-2016-02-14-alle-16.54.53.png?resize=300%2C230&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/02/Schermata-2016-02-14-alle-16.54.53.png?resize=768%2C589&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/02/Schermata-2016-02-14-alle-16.54.53.png?resize=1024%2C785&amp;ssl=1 1024w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><a href="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/02/Schermata-2016-02-14-alle-16.54.56.png" rel="lightbox[516]"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="518" data-permalink="https://blog.domenicomonaco.it/20160223516/corrispondenza-tra-sistema-e-mondo-reale-euristiche-di-nielsen-secondo-trenitalia/schermata-2016-02-14-alle-16-54-56/" data-orig-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/02/Schermata-2016-02-14-alle-16.54.56.png?fit=366%2C198&amp;ssl=1" data-orig-size="366,198" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Schermata 2016-02-14 alle 16.54.56" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/02/Schermata-2016-02-14-alle-16.54.56.png?fit=300%2C162&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/02/Schermata-2016-02-14-alle-16.54.56.png?fit=366%2C198&amp;ssl=1" tabindex="0" role="button" class="size-medium wp-image-518 aligncenter" src="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/02/Schermata-2016-02-14-alle-16.54.56-300x162.png?resize=300%2C162" alt="Schermata 2016-02-14 alle 16.54.56" width="300" height="162" srcset="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/02/Schermata-2016-02-14-alle-16.54.56.png?resize=300%2C162&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/02/Schermata-2016-02-14-alle-16.54.56.png?w=366&amp;ssl=1 366w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>Tecnicamente nella rappresentazione del vagone passeggeri <strong>non esistono posti frontali</strong>, nessuno dei posti rappresentati nel vagone ha nel mezzo la rappresentazione del tavolino. Ma nella realtà lo sono.</p>
<p>Secondo problema, anche si dovesse sorvolare la sola assenza della rappresentazione del tavolino nell&#8217;immagine del vagone prendendo come posti frontali solo i posti rivolti semplicemente uno di fronte all&#8217;altro non è detto che essi siano frontali.</p>
<p>In pratica l&#8217;unica corrispondenza tra mondo reale e rappresentazione grafica sono:</p>
<ul>
<li>il lato rispetto al vagone (anche se non indica la direzione di marcia)</li>
<li>se è un posto lato corridoio o lato finestrino</li>
</ul>
<p>Per il resto non si ha certezza che due posti siano davvero frontali o che siano in direzione di marcia o meno. <strong>L&#8217;errore di Trenitalia non sta tanto nel non permettere queste scelte, ma piuttosto di illudere l&#8217;utente di averne il controllo ed invece sono scelte quasi del tutto arbitrarie e non controllabili da questa rappresentazione.</strong></p>
<p><strong>Nielsen: </strong>2 – Corrispondenza tra sistema e mondo reale, non ci siamo.</p>
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</p></blockquote>
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		<title>Realtà virtuale per curare pazienti con Ictus, il riscatto dei Video Game</title>
		<link>https://blog.domenicomonaco.it/20160217486/realta-virtuale-per-curare-pazienti-con-ictus-il-riscatto-dei-video-game/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Monaco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Feb 2016 09:45:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interazione uomo-macchina]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[AR]]></category>
		<category><![CDATA[ictus]]></category>
		<category><![CDATA[medicina]]></category>
		<category><![CDATA[realtà virtuale]]></category>
		<category><![CDATA[video game]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I Video Game non sempre sono visti di buon occhio, spesso sono associati a teenager con problemi di socialità che passano gran parte delle ore a giocare d&#8217;avanti ad uno schermo. Questo ovviamente è un luogo comune, ma ha i suoi aspetti di verità: quanto più sono immersivi questi video game, tanto più ci si...</p>
<p>L'articolo <a href="https://blog.domenicomonaco.it/20160217486/realta-virtuale-per-curare-pazienti-con-ictus-il-riscatto-dei-video-game/">Realtà virtuale per curare pazienti con Ictus, il riscatto dei Video Game</a> sembra essere il primo su <a href="https://blog.domenicomonaco.it">Domenico Monaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I Video Game non sempre sono visti di buon occhio, spesso sono associati a teenager con problemi di socialità che passano gran parte delle ore a giocare d&#8217;avanti ad uno schermo. Questo ovviamente è un luogo comune, ma ha i suoi aspetti di verità: quanto più sono immersivi questi video game, tanto più ci si impegna mentalmente negli obiettivi.</p>
<p>I Video Game oggi possono essere davvero chiamati &#8220;Realtà Virtuali&#8221; anche grazie all&#8217;avvento degli occhiali AR (ad esempio Oculus) e dei sensori ( es. Kinekt e Wii).</p>
<p>Più Passano gli anni più riescono, non tanto a simulare la realtà, quanto a creane di nuove sfruttando quasi tutti i sensi dell&#8217;essere umano (tatto e vibrazioni, suono&#8230;)  e le sue capacità cognitive (muoversi, osservare, parlare &#8230; ) rendendo il tutto molto più interessante per il nostro cervello.</p>
<p><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="488" data-permalink="https://blog.domenicomonaco.it/20160217486/realta-virtuale-per-curare-pazienti-con-ictus-il-riscatto-dei-video-game/235494c800000578-0-image-33_1416617686109/" data-orig-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/02/235494C800000578-0-image-33_1416617686109.jpg?fit=634%2C487&amp;ssl=1" data-orig-size="634,487" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;\u00a9 PA&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="235494C800000578-0-image-33_1416617686109" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/02/235494C800000578-0-image-33_1416617686109.jpg?fit=300%2C230&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/02/235494C800000578-0-image-33_1416617686109.jpg?fit=634%2C487&amp;ssl=1" tabindex="0" role="button" class="aligncenter wp-image-488 size-full" src="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/02/235494C800000578-0-image-33_1416617686109.jpg?resize=634%2C487" alt="235494C800000578-0-image-33_1416617686109" width="634" height="487" srcset="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/02/235494C800000578-0-image-33_1416617686109.jpg?w=634&amp;ssl=1 634w, https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/02/235494C800000578-0-image-33_1416617686109.jpg?resize=300%2C230&amp;ssl=1 300w" sizes="(max-width: 634px) 100vw, 634px" /></p>
<p>A dare importanza a questa modalità di interazione uomo-macchina troviamo il caso di una ricerca europea che mira a curare i pazienti colpiti da ictus attraverso l&#8217;uso dei tecnologie derivate dai video game.</p>
<p>Paul Verschure, psicologo coordinatore del progetto presso l&#8217;Università Pompeu Fabra spiega la teoria che è alla base della loro ricerca:</p>
<blockquote><p><span class="notranslate">&#8220;La nostra teoria ci dice che il cervello è una macchina di apprendimento attivo.</span></p>
<p><span class="notranslate">Si costruisce continuamente modelli del mondo.</span> <span class="notranslate">Così abbiamo pensato che forse è necessario fornire al cervello nuove forme di stimolazione, nuove forme di addestramento orientate all&#8217;obiettivo in modo tale che il cervello impari a fare determinati compiti.</span></p>
<p><span class="notranslate">Q</span><span class="notranslate">uesto è esattamente quello che facciamo attraverso la realtà virtuale &#8220;.</span></p></blockquote>
<p>Dunque allo stesso modo in cui un video game classico, attraverso i colori, la storia ed i diversi obiettivi del gioco spingono i ragazzi impegnarsi quasi totalmente nel gioco&#8230; i ricercatori (i maniera sicuramente  meno avvincente e ludica) stimolano i pazienti affetti da ictus a muovere le proprie mani al fine di afferrare virtualmente alcuni oggetti sullo schermo, movimenti che sono interpretati da un sensore Kinect e trasferiti alla console che realizza la realtà virtuale.</p>
<p><a href="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/02/maxresdefault.jpg" rel="lightbox[486]"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="489" data-permalink="https://blog.domenicomonaco.it/20160217486/realta-virtuale-per-curare-pazienti-con-ictus-il-riscatto-dei-video-game/maxresdefault/" data-orig-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/02/maxresdefault.jpg?fit=1280%2C720&amp;ssl=1" data-orig-size="1280,720" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="maxresdefault" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/02/maxresdefault.jpg?fit=300%2C169&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/02/maxresdefault.jpg?fit=1024%2C576&amp;ssl=1" tabindex="0" role="button" class="aligncenter wp-image-489 size-full" src="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/02/maxresdefault.jpg?resize=1280%2C720" alt="maxresdefault" width="1280" height="720" srcset="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/02/maxresdefault.jpg?w=1280&amp;ssl=1 1280w, https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/02/maxresdefault.jpg?resize=300%2C169&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/02/maxresdefault.jpg?resize=768%2C432&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2016/02/maxresdefault.jpg?resize=1024%2C576&amp;ssl=1 1024w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Il sistema in questione si concentra su ciò che gli scienziati chiamano il &#8216;recupero funzionale&#8217;, ad esempio <em>raggiungere e afferrare</em>.</p>
<blockquote><p>&#8220;Questo si è dimostrato efficace nel costringere il cervello usare realmente il lato danneggiato&#8221;</p></blockquote>
<p>Spiega il Dr. Susana Rodríguez González, uno specialista in medicina fisica e riabilitazione da Vall d&#8217;Hebron Hospital di Barcellona, ​​in Spagna.</p>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/eVngyL_6TUY" width="640" height="360" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Mentre Gloria Bou Ferreiro, un paziente con ictus rivela</p>
<blockquote><p>&#8220;E &#8216;stato davvero motivante, sono stata in grado di migliorare notevolmente i movimenti delle braccia, in un modo naturale e quasi subconscio&#8221;</p></blockquote>
<p>Nel corso degli ultimi tre anni più di 500 pazienti sono stati trattati con RGS negli ospedali di Barcellona e Tarragona ed in futuro RGS potrebbe anche essere utilizzato dai pazienti direttamente a casa. E tutto ciò ha bisogno solo di un software, un normale PC e il sensore di movimento.</p>
<p>Fonti:</p>
<ul>
<li><a href="https://ec.europa.eu/digital-agenda/en/news/had-stroke-playing-game-could-help-you-get-better">https://ec.europa.eu/digital-agenda/en/news/had-stroke-playing-game-could-help-you-get-better</a></li>
<li><a href="http://www.euronews.com/2016/02/15/a-virtual-reality-game-to-help-stroke-patients/">http://www.euronews.com/2016/02/15/a-virtual-reality-game-to-help-stroke-patients/</a></li>
</ul>
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</p></blockquote>
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		<title>Norman Door</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Monaco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Dec 2015 18:33:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ergonomia]]></category>
		<category><![CDATA[Interazione uomo-macchina]]></category>
		<category><![CDATA[affordance]]></category>
		<category><![CDATA[normandoor]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le Norman Door, per chi non le conoscesse, sono tutte quelle porte il quale utilizzo non è del tutto immediato ed è necessario che si indichi con un qualche Evidente Avviso come utilizzarla. Il termine è coniato dai devoti lettori dei libri di Donald Norman Ingegnere-Psicologo autore di numerosi libri sull&#8217;Human Centred Design di cui...</p>
<p>L'articolo <a href="https://blog.domenicomonaco.it/20151214423/norman-door/">Norman Door</a> sembra essere il primo su <a href="https://blog.domenicomonaco.it">Domenico Monaco</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le Norman Door, per chi non le conoscesse, sono tutte quelle porte il quale utilizzo non è del tutto immediato ed è necessario che si indichi con un qualche Evidente Avviso come utilizzarla. Il termine è coniato dai devoti lettori dei libri di Donald Norman Ingegnere-Psicologo autore di numerosi libri sull&#8217;Human Centred Design di cui ne un iniziatore. Lettori che dopo aver letto le frustranti descrizioni di D. Norman sulle porte del tutto inutilizzabili hanno cominciato a catturare foto in tutto il mondo chiamandole &#8220;<a href="http://alvinalexander.com/design/norman-doors-design-photos-software-design">Norman Door</a>&#8220;.</p>
<p>Qui ne abbiamo un classico esempio, senza pretese al &#8220;Bicocca Village&#8221; (centro Commerciale nel quartiere Bicocca di Milano. Fantastiche. Altri esempi potete trovarne <a href="https://www.google.it/search?q=Donald+Norman+door">cercando &#8220;norman door&#8221; in Google.</a></p>
<figure id="attachment_425" aria-describedby="caption-attachment-425" style="width: 700px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2015/12/photo_2015-12-14_19-30-05.jpg" rel="lightbox[423]"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="425" data-permalink="https://blog.domenicomonaco.it/20151214423/norman-door/photo_2015-12-14_19-30-05/" data-orig-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2015/12/photo_2015-12-14_19-30-05.jpg?fit=1280%2C718&amp;ssl=1" data-orig-size="1280,718" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Norman Door at Bicocca Village Milano" data-image-description="" data-image-caption="&lt;p&gt;Norman Door at Bicocca Village Milano&lt;/p&gt;
" data-medium-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2015/12/photo_2015-12-14_19-30-05.jpg?fit=300%2C168&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2015/12/photo_2015-12-14_19-30-05.jpg?fit=1024%2C574&amp;ssl=1" tabindex="0" role="button" class="wp-image-425 size-large" src="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2015/12/photo_2015-12-14_19-30-05-1024x574.jpg?resize=700%2C392" alt="Norman Door at Bicocca Village Milano" width="700" height="392" srcset="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2015/12/photo_2015-12-14_19-30-05.jpg?resize=1024%2C574&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2015/12/photo_2015-12-14_19-30-05.jpg?resize=300%2C168&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2015/12/photo_2015-12-14_19-30-05.jpg?w=1280&amp;ssl=1 1280w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a><figcaption id="caption-attachment-425" class="wp-caption-text">Norman Door at Bicocca Village Milano</figcaption></figure>
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		<title>UniBicocca: Salgo, scendo&#8230; o vado al piano -1?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Monaco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Nov 2015 17:29:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ergonomia]]></category>
		<category><![CDATA[Interazione uomo-macchina]]></category>
		<category><![CDATA[articolo]]></category>
		<category><![CDATA[ascensori]]></category>
		<category><![CDATA[unimib]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli ascensori sono una di quelle cose che ogni volta che li utilizzi ti accorgi di quale fantastica fantasia è dotato il genere umano. Ogni ascensore ha una sua personalissima identità: ci sono quelli che seguono logiche del tutto &#8216;illogiche&#8217; di ottimizzazione degli spostamenti e poi ci sono quelli che ignorano volutamente le tue richieste, ce...</p>
<p>L'articolo <a href="https://blog.domenicomonaco.it/20151124384/unibicocca-salgo-scendo-o-vado-al-piano-1/">UniBicocca: Salgo, scendo&#8230; o vado al piano -1?</a> sembra essere il primo su <a href="https://blog.domenicomonaco.it">Domenico Monaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Gli ascensori sono una di quelle cose che ogni volta che li utilizzi ti accorgi di quale fantastica fantasia è dotato il genere umano. Ogni ascensore ha una sua personalissima identità: ci sono quelli che seguono logiche del tutto &#8216;illogiche&#8217; di ottimizzazione degli spostamenti e poi ci sono quelli che ignorano volutamente le tue richieste, ce ne sono per tutti i gusti va.</p>
<p>Inoltre, pare che sia stato inventato da poco <a href="http://www.repubblica.it/tecnologia/prodotti/2015/11/06/news/senza_cavi_e_si_sposta_in_orizzontale_l_ascensore_del_futuro_cambiera_le_citta_-126770087/">un ascensore che per mezzo di magneti è in grado di spostarsi anche orizzontalmente</a>, ma secondo me il primo lo hanno realizzato in Bicocca. In un edificio di 4 piani l&#8217;ascensore si presenta cosi composto da tre &#8220;pulsanti di chiamata&#8221; SU, GIU&#8217; e &#8220;-1&#8221;.</p>
<p>La domanda sorge spontanea, perché? Ma questo piano -1 se non è <span style="text-decoration: underline;"><strong><em>giù</em></strong></span> e non è <em><span style="text-decoration: underline;"><strong>su</strong></span> </em>sarà&#8230; di lato?</p>
<p><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="387" data-permalink="https://blog.domenicomonaco.it/20151124384/unibicocca-salgo-scendo-o-vado-al-piano-1/wp_20151124_11_43_42_pro/" data-orig-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2015/11/WP_20151124_11_43_42_Pro.jpg?fit=1077%2C722&amp;ssl=1" data-orig-size="1077,722" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;2.4&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Lumia 630&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1448365421&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;400&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.03&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="WP_20151124_11_43_42_Pro" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2015/11/WP_20151124_11_43_42_Pro.jpg?fit=300%2C201&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2015/11/WP_20151124_11_43_42_Pro.jpg?fit=1024%2C686&amp;ssl=1" tabindex="0" role="button" class="aligncenter wp-image-387 size-large" src="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2015/11/WP_20151124_11_43_42_Pro-1024x686.jpg?resize=700%2C469" alt="WP_20151124_11_43_42_Pro" width="700" height="469" srcset="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2015/11/WP_20151124_11_43_42_Pro.jpg?resize=1024%2C686&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2015/11/WP_20151124_11_43_42_Pro.jpg?resize=300%2C201&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2015/11/WP_20151124_11_43_42_Pro.jpg?w=1077&amp;ssl=1 1077w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Sono tutti e tre pulsanti cliccabili ed inoltre il piano &#8220;-1&#8221; è già &#8220;il giù&#8221; di qualche altro piano&#8230; il motivo del tutto fantasioso che mi sono dato potrebbe risiedere nel fatto che il piano &#8220;-1&#8221; ospita la mensa ed i distributori automatici che diventano la meta più gettonata in alcuni momenti della giornata da parte di un numero esorbitante di studenti, ma questo, personalmente, non basta per realizzare un interfaccia di chiamata dell&#8217;ascensore cosi fantasiosa. E&#8217; pura creatività come i quadri astratti di alcuni grandi artisti&#8230;</p>
<p>Ma l&#8217;avventura non finisce qui! Infatti poche decine di metri più a lato troviamo un ascensore apparentemente gemello, realizzato nella stessa maniera ma in posizione ribaltata rispetto al precedente ed è delle stesse dimensioni, tutto sembra suggerirci che sia un gemello.  Anche l&#8217;interfaccia di chiamata a 3 pulsanti &#8220;su, giù e -1&#8221; sembra identica, ma&#8230; ma&#8230; ma&#8230; in questo caso il pulsante &#8220;-1&#8221; c&#8217;è&#8217;, ma NON E&#8217; CLICCABILE!!!</p>
<p>Allora ora tu ingegnere edile o architetto che ha firmato il progetto me lo devi spiegare il perché. Ho già impiegato un numero non indifferente di risorse mentali per comprendere il perché di &#8220;3 pulsanti&#8221; ora per incrementare il livello di difficoltà uno dei 3 me lo rendi anche &#8220;NON CLICCABILE&#8221;, ma sei serio? Dovrebbero essere radiati dai rispettivi albi professionali.</p>
<p><a name="Aggiornamento_Quarto_Piano"></a></p>
<p><strong>Aggiornamento del quarto piano</strong>: passando dal 3° piano l&#8217;interfaccia di chiamata dell&#8217;ascensore è ancora più creativa&#8230;. (Nota bene che il 4° è il piano più alto)</p>
<p><a href="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2015/11/photo_2015-12-03_19-51-30.jpg" rel="lightbox[384]"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="396" data-permalink="https://blog.domenicomonaco.it/20151124384/unibicocca-salgo-scendo-o-vado-al-piano-1/photo_2015-12-03_19-51-30/" data-orig-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2015/11/photo_2015-12-03_19-51-30.jpg?fit=718%2C1280&amp;ssl=1" data-orig-size="718,1280" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="photo_2015-12-03_19-51-30" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2015/11/photo_2015-12-03_19-51-30.jpg?fit=168%2C300&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2015/11/photo_2015-12-03_19-51-30.jpg?fit=574%2C1024&amp;ssl=1" tabindex="0" role="button" class="alignleft wp-image-396 size-medium" src="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2015/11/photo_2015-12-03_19-51-30-168x300.jpg?resize=168%2C300" alt="photo_2015-12-03_19-51-30" width="168" height="300" srcset="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2015/11/photo_2015-12-03_19-51-30.jpg?resize=168%2C300&amp;ssl=1 168w, https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2015/11/photo_2015-12-03_19-51-30.jpg?resize=574%2C1024&amp;ssl=1 574w, https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2015/11/photo_2015-12-03_19-51-30.jpg?w=718&amp;ssl=1 718w" sizes="(max-width: 168px) 100vw, 168px" /></a></p>
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		<title>Volvo: se l&#8217;auto guida da sola, noi ci rilassiamo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Monaco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Nov 2015 12:15:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ergonomia]]></category>
		<category><![CDATA[Interazione uomo-macchina]]></category>
		<category><![CDATA[autonomous]]></category>
		<category><![CDATA[autonomous car]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I comandi dell&#8217;auto perdono importanza mentre device accessori che prima potevano essere fonte di distrazione diventano fondamentali per intrattenerci mentre l&#8217;auto ci porta a destinazione. E&#8217; interessante come questa soluzione è chiaramente ibrida e conserva praticamente tutta la struttura e posizione delle vecchie automobili. Un giorno non di questo passo sarà un semplice salotto s...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I comandi dell&#8217;auto perdono importanza mentre device accessori che prima potevano essere fonte di distrazione diventano fondamentali per intrattenerci mentre l&#8217;auto ci porta a destinazione. E&#8217; interessante come questa soluzione è chiaramente ibrida e conserva praticamente tutta la struttura e posizione delle vecchie automobili. Un giorno non di questo passo sarà un semplice salotto s cui salire ed andare a destinazione.</p>
<p><iframe loading="lazy" src="http://www.cnet.com/videos/share/kick-back-and-relax-in-volvos-concept-26-autonomous-car-cockpit/" width="480" height="270" frameborder="0" seamless="seamless" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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		<title>Come (NON) promuovere il nuovo portale e-commerce del tuo ipermercato</title>
		<link>https://blog.domenicomonaco.it/20151018275/come-non-promuovere-il-nuovo-portale-e-commerce-del-tuo-ipermercato/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Monaco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Oct 2015 21:22:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Interazione uomo-macchina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi mi trovavo all&#8217;interno di un ipercoop di Milano per qualche acquisto di tutti giorni e da buon informatico non potevo non andare all&#8217;interno del settore tecnologico per una passeggiata quasi religiosa. Chi di voi non lo fa? Luogo in cui scopro che sono stati installati alcuni bellissimi PC All-in-One HP Touch Screen ed incuriosito ho deciso...</p>
<p>L'articolo <a href="https://blog.domenicomonaco.it/20151018275/come-non-promuovere-il-nuovo-portale-e-commerce-del-tuo-ipermercato/">Come (NON) promuovere il nuovo portale e-commerce del tuo ipermercato</a> sembra essere il primo su <a href="https://blog.domenicomonaco.it">Domenico Monaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi mi trovavo all&#8217;interno di un ipercoop di Milano per qualche acquisto di tutti giorni e da buon informatico non potevo non andare all&#8217;interno del settore tecnologico per una passeggiata quasi religiosa. Chi di voi non lo fa?</p>
<p>Luogo in cui scopro che sono stati installati alcuni bellissimi <strong>PC All-in-One HP Touch Screen</strong> ed incuriosito ho deciso di provarne uno, scoprendo dunque che erano installati per pubblicizzare il nuovo portale <a href="http://cooponline.it">cooponline.it</a> per la gli acquisti online.</p>
<p>Lì per lì non ho prestato attenzione al sito, era uno come tanti, ben fatto, ma comunque nulla di nuovo. Ero più interessato a sperimentare l&#8217;esperienza Touch Screen su schermi così grandi. E devo dire che è fantastica, si usano molto bene.</p>
<figure id="attachment_279" aria-describedby="caption-attachment-279" style="width: 1918px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2015/10/WP_20151018_17_14_18_Pro.jpg" rel="lightbox[275]"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="279" data-permalink="https://blog.domenicomonaco.it/20151018275/come-non-promuovere-il-nuovo-portale-e-commerce-del-tuo-ipermercato/wp_20151018_17_14_18_pro/" data-orig-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2015/10/WP_20151018_17_14_18_Pro.jpg?fit=1918%2C1077&amp;ssl=1" data-orig-size="1918,1077" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;2.4&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Lumia 630&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1445188457&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;250&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.02&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="cooponline.it" data-image-description="" data-image-caption="&lt;p&gt;cooponline.it&lt;/p&gt;
" data-medium-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2015/10/WP_20151018_17_14_18_Pro.jpg?fit=300%2C168&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2015/10/WP_20151018_17_14_18_Pro.jpg?fit=1024%2C575&amp;ssl=1" tabindex="0" role="button" class="wp-image-279 size-full" src="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2015/10/WP_20151018_17_14_18_Pro.jpg?resize=1918%2C1077" alt="cooponline.it" width="1918" height="1077" srcset="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2015/10/WP_20151018_17_14_18_Pro.jpg?w=1918&amp;ssl=1 1918w, https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2015/10/WP_20151018_17_14_18_Pro.jpg?resize=300%2C168&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2015/10/WP_20151018_17_14_18_Pro.jpg?resize=1024%2C575&amp;ssl=1 1024w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><figcaption id="caption-attachment-279" class="wp-caption-text">touch screen su cooponline.it</figcaption></figure>
<p><strong>Dopo alcuni secondi però mi rendo conto che la scelta dei bellissimi e fantasmagorici PC touch-screen non è stata propriamente un idea così azzeccata per promuovere il portale.</strong></p>
<p>Tutto fantastico su <a href="http://cooponline.it">cooponline.it</a>, se non fosse che il menu principale, egregiamente progettato ha un difetto enorme. Non è utilizzabile con sistemi touch.</p>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/175oDWe4GZU" width="640" height="480" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Si esatto. <strong>Il menu principale realizzato con Sub-navigation pattern del nuovissimo portale <a href="http://cooponline.it">cooponline.it</a> è completamente inutilizzabile con il touch-screen</strong>, metodo che hanno scelto per &#8220;<em>promuovere</em>&#8221; il nuovissimo portale <a href="http://cooponline.it">cooponline.it</a>. Un paradosso. Mesi o anni di lavoro buttati nel cesso.</p>
<p style="text-align: left;">Geni.</p>
<p><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="282" data-permalink="https://blog.domenicomonaco.it/20151018275/come-non-promuovere-il-nuovo-portale-e-commerce-del-tuo-ipermercato/genius/" data-orig-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2015/10/genius.png?fit=550%2C300&amp;ssl=1" data-orig-size="550,300" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="genius" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2015/10/genius.png?fit=300%2C164&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2015/10/genius.png?fit=550%2C300&amp;ssl=1" tabindex="0" role="button" class="wp-image-282 alignnone" src="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2015/10/genius.png?resize=285%2C155" alt="genius" width="285" height="155" srcset="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2015/10/genius.png?w=550&amp;ssl=1 550w, https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2015/10/genius.png?resize=300%2C164&amp;ssl=1 300w" sizes="(max-width: 285px) 100vw, 285px" /><a href="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2015/10/WP_20151018_17_17_34_Pro.jpg" rel="lightbox[275]"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="292" data-permalink="https://blog.domenicomonaco.it/20151018275/come-non-promuovere-il-nuovo-portale-e-commerce-del-tuo-ipermercato/wp_20151018_17_17_34_pro/" data-orig-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2015/10/WP_20151018_17_17_34_Pro.jpg?fit=1632%2C916&amp;ssl=1" data-orig-size="1632,916" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;2.4&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Lumia 630&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1445188654&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;200&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.03&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="CoopOnline genius" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2015/10/WP_20151018_17_17_34_Pro.jpg?fit=300%2C168&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2015/10/WP_20151018_17_17_34_Pro.jpg?fit=1024%2C575&amp;ssl=1" tabindex="0" role="button" class="alignnone size-medium wp-image-292" src="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2015/10/WP_20151018_17_17_34_Pro-300x168.jpg?resize=300%2C168" alt="CoopOnline genius" width="300" height="168" srcset="https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2015/10/WP_20151018_17_17_34_Pro.jpg?resize=300%2C168&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2015/10/WP_20151018_17_17_34_Pro.jpg?resize=1024%2C575&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/blog.domenicomonaco.it/wp-content/uploads/2015/10/WP_20151018_17_17_34_Pro.jpg?w=1632&amp;ssl=1 1632w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>Ma questa storia ci insegna qualcosa di utile:<strong> se il tuo bellissimo portale costato centinaia di migliaia di euro non è progettato per l&#8217;utilizzo su grandi touch-screen, non usare grandi touch-screen per promuoverlo. Non è affatto una buona idea. </strong></p>
<blockquote><p><strong>Cosa ne pensi? Dimmelo su Twitter <a href="https://twitter.com/_domenicomonaco">@_domenicomonaco</a> oppure su Linkedin <a href="http://linkedin.com/in/domenicomonaco/">linkedin.com/in/domenicomonaco</a></strong>
</p></blockquote>
<p>L'articolo <a href="https://blog.domenicomonaco.it/20151018275/come-non-promuovere-il-nuovo-portale-e-commerce-del-tuo-ipermercato/">Come (NON) promuovere il nuovo portale e-commerce del tuo ipermercato</a> sembra essere il primo su <a href="https://blog.domenicomonaco.it">Domenico Monaco</a>.</p>
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		<title>Gesture, Touchscreen e portachiavi che parcheggiano per voi sulle BMW del 2016</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Monaco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2015 14:04:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interazione uomo-macchina]]></category>
		<category><![CDATA[Automotive]]></category>
		<category><![CDATA[BMW]]></category>
		<category><![CDATA[Car]]></category>
		<category><![CDATA[Gestures]]></category>
		<category><![CDATA[Interazione Uomo-Macchina]]></category>
		<category><![CDATA[Touch screen]]></category>
		<category><![CDATA[UX/UI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pare che la BMW doterà nel 2016 la Serie 7 di funzionalità molto particolari quali un portachiavi touch-screen (chissà quante bestemmie quando verrà smarrito) che tra le altre cose vi permetterà di parcheggiare l&#8217;auto come fosse &#8220;un&#8217;automobile giocattolo radiocomandata&#8221; (già assaporo i risvolti famelici della cosa&#8230;). Più interessante ed utile per una guida più sicura...</p>
<p>L'articolo <a href="https://blog.domenicomonaco.it/20150917243/gesture-touchscreen-e-portachiavi-che-parcheggiano-per-voi-sulle-bmw-del-2016/">Gesture, Touchscreen e portachiavi che parcheggiano per voi sulle BMW del 2016</a> sembra essere il primo su <a href="https://blog.domenicomonaco.it">Domenico Monaco</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Pare che la <strong>BMW</strong> doterà nel 2016 la <strong>Serie 7</strong> di funzionalità molto particolari quali un <strong>portachiavi touch-screen</strong> (chissà quante bestemmie quando verrà smarrito) che tra le altre cose vi permetterà di parcheggiare l&#8217;auto come fosse &#8220;un&#8217;automobile giocattolo radiocomandata&#8221; (già assaporo i risvolti famelici della cosa&#8230;).</p>
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<p>Più interessante ed utile per una guida più sicura è l&#8217;utilizzo delle &#8220;gesture&#8221; nel controllare tutti i dispositivi elettronici, per lo più estranei alla guida, quali impianto stereo, telefonia e comunicazione, mappe e navigatore&#8230; e via dicendo.</p>
<p>Trovo molto interessante il video successivo dove un giornalista della Y<a href="http://www.youcarnews.com/">ouCarNews</a> mostra realmente il sistema di <strong><em>gesture</em> </strong>implementato nella Serie 7 dalla BMW illustrando in maniera chiara come le <strong><em>gesture</em> </strong>possono rendere la guida più sicura diminuendo i fattori di distrazione.</p>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/nVZYK-k_nm4" width="640" height="360" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Sarebbe molto interessante provarlo dal vivo per poter confermare queste mie idee sul prodotto. Intanto per ora non posso far altro che ammirare il sistema e sperare che un giorno possa averlo nella mia auto&#8230;.</p>
<p>fonti:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.youcarnews.com/">http://www.youcarnews.com/</a></li>
<li><a href="http://www.cnet.com/news/bmw-finally-embraces-touchscreens-adds-gesture-control/">http://www.cnet.com/news/bmw-finally-embraces-touchscreens-adds-gesture-control/</a></li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://blog.domenicomonaco.it/20150917243/gesture-touchscreen-e-portachiavi-che-parcheggiano-per-voi-sulle-bmw-del-2016/">Gesture, Touchscreen e portachiavi che parcheggiano per voi sulle BMW del 2016</a> sembra essere il primo su <a href="https://blog.domenicomonaco.it">Domenico Monaco</a>.</p>
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