Codex Seraphinianus meglio di un libro bianco

Codex Seraphinianus è uno dei libri più strani al mondo, preceduto solo dal “The Voynich Manuscript” considerato in assoluto il più misterioso di tutti i tempi. Con la differenza che con Codex Seraphinianus è possibile ancora parlare con l’autore, Luigi Serafini.

Non lo conoscevo, o meglio, avevo visto più volte alcuni stralci delle sue immagini, ma ho sempre creduto fossero riconducibili ad opere d’arte tipo quadri. Invece qualche giorno addietro ho scoperto l’esistenza di un libro pieno zeppo di immagini surreali, metamorfiche ed a tratti grottesche (non sono un critico d’arte dunque potrei aver descritto le immagini ‘accazzodicane‘).

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La cosa che più mi ha esaltato è la completa inesistenza di significato dato dall’autore a partire dalle immagini sino a terminare al testo e quindi all’alfabeto fantastico e privo di sintassi. Semplicemente il contenuto del libro è pura immaginazione. Ed è straordinario!

Sfogliandolo si potrebbe dare il significato che si preferisce, osservare le immagini oppure anche studiarle, immaginare quindi una descrizione che viene data dalla didascalia realizzata con caratteri e blocchi immaginari. Che come dice Alessandro Paolo Lombardo: “servono solo a testi-moniare l’immagine”. Fantastico

[…] l’artista ha realizzato una sua divertente fantaenciclopedia in cui l’accento è posto sull’aspetto dinamico e trasformativo del contenuto, che è tutto un brulicare d’inchiostro e di curiose metamorfosi grafiche. Il Codex Seraphinianus, edito nel 1981 da Franco Maria Ricci, sfugge alle classificazioni. Benché le immagini abbiano il chiaro guizzo surreale, il rigoroso incasellamento enciclopedico le priva persino della familiarità dell’onirico. Non aiutano le didascalie, in una lingua inventata che non traduce alcuna lingua esistente o esistita, benché assolvano alla loro funzione di testi-moniare l’immagine.[…] cit. Alessandro Paolo Lombardo

In oltre le sue immagini assomigliano molto alle mie (nel concetto non nella qualità) a quelle che realizzavo io stesso da bambino, spesso disegnavo strane macchine che facevano strane cose e prendevano energia da strane fonti, tutto per puro divertimento ed immaginazione. E vedo lo stesso spirito insensato di immaginazione nel libro di Luigi Serafini (Codex Seraphinianus).

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Purtroppo al momento non ho questo libro e credo che spenderò i miei prossimi 20euro in qualcosa di più adatto ad uno studente fuori sede, ma sarà senz’altro uno dei miei prossimi acquisti.

Intanto ora mi accontento di sfogliare il suo PDF. Ma un libro di questo tipo non si può avere pdf, lo si deve avere cartaceo.

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